Recensione: Trenodia di Elena Copelli

Editore :  0111 Editore

Anno di pubblicazione :  2011


La trama

Bologna, anni novanta. Pino è un operaio di mezza età che trascorre una vita monotona, ma tranquilla. Johnny è una vivace mosca parlante. Il loro primo incontro è stato a un funerale, quello di Johnny. Tra loro due nascerà una sincera amicizia, che li condurrà all’interno di afose sale da ballo, a visitare rimesse abbandonate, a scappare su assolate colline. Per scoprire quale scherzo del destino ha trasformato un atletico ragazzo trentenne in un rompiscatole con le ali.


La mia recensione

La vita di Pino è una vita normale. Troppo normale, quasi noiosa : tutti i giorni sveglia alla solita ora, solito bar, solito caffè , solito parcheggio e solito lavoro. Pino conduce una vita quasi “meccanizzata“, una catena di montaggio che si ferma solo qualche ora per dormire e che tutti i giorni riprende il solito ritmo. Finchè un giorno, dopo il funerale di sua cugina Betti (ah certo, non vi ho detto che i funerali sono l’hobby di Pino) accade qualcosa di strano, di semplicemente straordinario che andrà a “rompere” la monotonia della sua vita. Una piccola mosca parlante lo perseguita. Si tratta di Johnny, un giovane morto da poco in un incidente stradale. Chiaramente dialogare con una mosca non è cosa da tutti i giorni e Pino pensa di essere impazzito. Tra i due si instaura un fitto dialogo, finchè Johnny, disperato dalla sua situazione, chiede un aiuto disperato a Pino. Johnny infatti è convinto che il suo incidente non sia stato un evento casuale, bensì voluto appositamente da qualcuno. Il compito di Pino è quindi quello di scoprire chi ha assassinato il ragazzo.

Per portare a termine il piano, Pino, il nostro operaio cinquantenne stanco ed annoiato, dovrà calarsi nei panni del perfetto investigatore. Quindi da semplice “spettatore” Pino diventerà tutto ad un tratto il protagonista della sua vita ed anche di quella del minuscolo insetto che cercherà di aiutare in questa stramba missione. L’avventura ha quindi inizio. Attraverso nuove esperienze Pino si riscoprirà un uomo nuovo, rallegrandosi di questa nuova piega inaspettata che ha preso la sua vita, facendolo uscire dal suo guscio. Come si concluderanno le indagini di Johnny “la mosca” e Pino?

Questa storiella bizzarra ed originale si beve in un attimo e ti fa trascorrere un breve piacevole momento di svago, pur trattando temi importanti, quali la solitudine, la morte, l’amore, la speranza. Dopo un’occhiata al titolo (la trenodia è un lamento, un canto funebre) potrebbe sembrare un libro triste, malinconico, ma non lo è. Si tratta solo di una sorta di “giallo” un po’ insolito e soprattutto con un fondo di umanità incredibile.


Questa mia recensione è stata pubblicata su QLibri

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

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