Recensione: La punizione del romanzo di Danila Passerini

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La punizione del romanzo

Danila Passerini

– L’Erudita –


La trama

Filippo ha sedici anni, un carattere ribelle, capelli lunghi e magliette sbiadite che non riesce a buttare via. La scuola è piena di luoghi comuni soprattutto da quando, dopo la Terza guerra mondiale, tutti si sono messi in testa che bisogna spendere la propria vita per gli altri, essere compassionevoli, buoni. E lui, il più bello della scuola, non ci sta. Ogni compagno è bersaglio di frecciatine non troppo velate e battute taglienti, un po’ per colpire i deboli, un po’ per non svelare la propria personalità e le proprie passioni amorose rivolte all’unica che non sembra subire il fascino del bello e cattivo. Ma la scuola è un luogo di formazione non solo didattica ma anche caratteriale e morale, la cui missione è accompagnare nella crescita i ragazzi perché diventino adulti acculturati sì, ma soprattutto critici, coscienziosi, consapevoli. E allora non rimane da fare che una cosa: punirlo. Quale castigo sarebbe più adatto per lui della punizione del romanzo?


La mia recensione

Tutti noi, accaniti lettori, abbiamo sempre sognato di essere magicamente catapultati in un libro, magari quello del cuore, il nostro libro preferito. Abbiamo sognato di prendere parte della storia, interagire con i personaggi, fare in modo che le vicende lette sulle pagine del libro diventassero le nostre per poterle vivere e magari anche cambiare.

Filippo è un ragazzino di 16 anni annoiato, burlone e prepotente. Il suo hobby preferito è quello di prendersi gioco dei suoi compagni di scuola, soprattutto i più deboli, quelli che rappresentano le vittime più appetibili. Ama provocare e con il suo atteggiamento viziato ed offensivo riesce ad attirare su di sé l’attenzione di tutti. I genitori e la preside della scuola, esausti da questo suo comportamento, decidono di punirlo. Voi penserete ad una punizione classica, come: “a letto senza cena” oppure “niente TV per un mese” o ancora “scrivere 100 volte la stessa parola sulla lavagna”. No, nulla di tutto questo. La sua punizione sarà esemplare. Non ci troviamo nella nostra epoca ma nel periodo post Terza Guerra Mondiale, nell’anno 2041. Lo scenario è completamente nuovo: sono stati aboliti i confini delle nazioni ed esiste un unico Governo che decide le sorti del mondo intero. L’obiettivo ora è il bene comune e non più solo il piacere del singolo individuo. Le leggi sono severe e devono essere rispettate. Rispetto ai giorni nostri tutto è cambiato: la politica, la mentalità, il senso del potere. Anche il valore della cultura ha acquistato un altro significato: ora tutti devono essere preparati a governare. Colui che deciderà le sorti del mondo viene scelto infatti tra la gente comune.

Filippo dall’anno 2041 verrà “spedito” in un romanzo, subirà quindi il castigo del libro. Dovrà calarsi nei panni di un personaggio; ma non un personaggio qualsiasi ma addirittura nei panni di uno dei personaggi più malvagi e crudeli della letteratura. Questa esperienza dovrà servire per fargli comprendere finalmente  il valore del rispetto, l’altruismo e le buone maniere. Su quel ramo del lago di Como, Filippo entrerà nei panni di Don Rodrigo. Esatto, avete capito bene, ci troviamo nel romanzo che rappresenta la pietra miliare della letteratura italiana nonché il capolavoro di Alessandro Manzoni: I promessi sposi.

Ritrovarsi a vivere da protagonisti questo splendido romanzo rappresenta un’esperienza unica ed entusiasmante. L’autrice, Danila Passerini, ha saputo con maestria, addentrarsi tra le righe di “un’opera d’arte” unica ed irripetibile. Il lettore viene catapultato, con Filippo, in una vicenda tra le più lette ed amate/odiate di tutti i tempi.

Prima di “partire” per questa avventura, la preside ha dato a Filippo un’unica regola ferrea: seguire lo svolgimento dei fatti, così come raccontati dall’autore del romanzo; senza tentare di modificare in alcun modo la storia. I panni del prepotente Don Rodrigo calzano alla perfezione a Filippo, il quale troverà qui il “pane per i suoi denti”: egoismo, prepotenza, leadership, tutto condito dalla voglia di dettare ordini e regole e di far emergere quella sensazione di potere che Filippo ha sempre sfoggiato creando attorno a sé una corazza per non far emergere le proprie debolezze.

Trovo che l’idea dell’autrice di questo libro sia davvero geniale. L’ho trovato davvero un bel libro, di piacevole lettura. Un “romanzo nel romanzo” per ripercorrere, da protagonisti, le tappe di uno dei migliori romanzi mai scritti, attraverso gli occhi di un sedicenne del futuro. L’intento è quello di imparare a prendersi le proprie responsabilità, apprezzando la nostra vita con la consapevolezza di essere noi a doverla scrivere, capitolo dopo capitolo, senza sprecarla; avendo la possibilità di scegliere di sbagliare e di imparare allo stesso tempo dai nostri errori. Attraverso questa bizzarra rilettura in chiave moderna (o futuristica) de “I promessi sposi” si pone l’accento sulla necessità di creare nuovi metodi didattici che permettano agli studenti di non approcciarsi passivamente ai libri, ma di “viverli” direttamente in prima persona, riuscendo così ad acquisire una maggiore consapevolezza sui fatti accaduti nella storia. Si sottolinea quindi l’importanza dell’educazione, della riscoperta dei valori, focalizzando l’attenzione sulla mancanza di reali stimoli e di curiosità che spesso la frenetica vita quotidiana ci impone. In un mondo futuristico, senza più guerre e povertà come quello in cui vive Filippo l’accento è posto anche su una particolare attenzione alla natura; attraverso gli occhi di Filippo, abituato ad un mondo quasi perfetto, viviamo anche il confronto con lo sfruttamento, la distruzione, le epidemie e carestie dell’800 con il mondo “pulito” ed ideale nel quale vive il ragazzo.

Chissà se dopo questa punizione Filippo avrà imparato la lezione e se riuscirà ad entrare davvero nel personaggio assecondando il suo destino, senza “riscrivere” parte del romanzo. E chissà se noi, umani dell’anno 2013 riusciremo ad imparare dai nostri errori sapendo che siamo noi gli artefici del nostro destino e del nostro futuro. Chissà se riusciremo a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni e a creare quel mondo quasi perfetto che, ad oggi, appare Utopia oppure se andremo avanti così noncuranti dei rischi.

Per rispondere al primo quesito non vi resta che leggere questo affascinante romanzo; mentre per il secondo interrogativo…beh non ci resta che vivere (e sperare)!

“Che ne sai tu signorino, con le tue belle mani bianche che non hanno mai lavorato un solo giorno, di che cosa è fatta la vita di noi comuni mortali. Che cosa credi che sia: un romanzo? Una di quelle belle poesie sdolcinate che leggi alle tue dame? No, caro mio, la vita è fatica, impegno, sudore, dolore. E lotta, per costruire ogni giorno quello che i signori come te distruggono in un attimo, per un capriccio, uno stupido puntiglio.”

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

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24 pensieri su “Recensione: La punizione del romanzo di Danila Passerini

  1. …bellissima e originale l’idea della punizione spedendo il colpevole in un romanzo. E quale punizione peggiore per lui, del personaggio di Don Rodrigo? Un ‘cattivo’ antipatico e un po’ vigliacco, ben lontano dalla grandezza nel male dell’Innominato. Geniale l’idea, approvo!

  2. Quando ho letto la trama di questo libro, per come è strutturata, ho pensato che o sarebbe stato una genialata o un totale disastro. Aspettavo una conferma per decidermi se comprarlo o meno e con la tua recensione è arrivata! Va assolutamente in wishlist! *__* Quando ho letto i promessi sposi, tre anni fa, non mi hanno attirato quasi per niente. Ma credo che sia anche normale perché si sa che quando ti impongono di leggere qulcosa (soprattutto la scuola) per principio è spontanea la realzione di prenderla in antipatia. Ma avevo intenzione da un pò di provare a rileggerlo e questo libro casca a fagiolo, è un pò un modo per riavvicinarmi! Non vedo l’ora di leggerlo 🙂

    • Si leggilo, non ti deluderà! Anch’io devo dire che non ho mai avuto un buon rapporto con “I promessi sposi” (sicuramente anche, come dici giustamente anche tu, a causa dell’ “obbligatorietà” scolastica) ma questo libro mi ha fatto venire voglia di riprenderlo in mano e dargli una rilettura! 😉

  3. Che dirti, Ale? Sono commossa: hai scritto per il mio libro una bellissima recensione che ha messo in luce con grande bravura i temi e gli aspetti fondamentali e ha catturato l’attenzione dei lettori invogliando a leggerlo. Sei grande!

    • Che bello, amo ricevere posta!! (…se non si tratta di bollette, naturalmente!)
      Hihihihi! Corro subito da te! 🙂

  4. Che romanzo bizzarro… mi sembra strano, ma interessante!
    Brava amica, sei riuscita ad incuriosirmi..
    Ti aspetto nel mio post su Pavese! Non puoi mancareeeee
    Luna

  5. Pingback: Recensione: Il rosso dentro di Danila Passerini | L'angolino di Ale

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