Recensione: Il rosso dentro di Danila Passerini

Buon sabato a tutti! Vi ricordate di quel libro affascinante di Danila Passerini nel quale il protagonista veniva letteralmente catapultato ne “I promessi sposi” del Manzoni? Sto parlando de “La punizione del romanzo, un libro che mi era davvero piaciuto. L’autrice ha recentemente pubblicato un nuovo romanzo. Eccolo! Buona lettura!


Il rosso dentroTitolo :  Il rosso dentro
Autrice :  Danila Passerini
Pagine :   174
Prezzo di copertina :  12.00€ cartaceo
Casa editrice :  Edizioni Vida
Genere : Narrativa contemporanea

Trama : David è un ragazzo tormentato e insicuro, disposto a tutto pur di farsi amare e accettare dal padre, ultimo discendente di un nobile casato inglese. Un segreto inconfessabile scoperto per caso, un gioco che si trasforma in tragedia e all’improvviso la vita di David viene travolta dalla feroce violenza del conte Edward che lo costringe ad abbandonare la sua casa per trasferirsi in Italia. Qui, a Bologna, sullo sfondo dei fermenti del 68, il giovane sembra riconciliarsi con il mondo e con se stesso. Qui David conosce l’amore, quell’amore assoluto che solo a diciassette anni si può provare. Il destino però obbligherà presto il ragazzo a fare i conti con il suo passato, a misurarsi un’ultima volta con i fantasmi e le paure che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita. Il suo desiderio di libertà lo porterà a scrivere un finale tutt’altro che scontato che tingerà di rosso – come la passione, la politica e il dolore – i giorni della sua primavera.


La mia recensioneLa maggior parte delle volte associamo il colore rosso alla passione. Tale passione non sempre è relativa all’amore tra due persone, talvolta può associarsi ad un tormento, una sofferenza, una rabbia che divampa dentro come una fiammata improvvisa. David è un ragazzino intelligente ma incompreso, segregato all’interno dell’istituto Eton, la scuola più esclusiva d’Inghilterra, nel quale non riesce a dare sfogo al suo carattere. Riesce a far emergere solo il lato negativo della sua personalità e dovrà fare i conti con dei compagni di studi abili nel far passare David come l’artefice delle loro marachelle, finendo per farlo espellere dalla scuola.

Quello che era accaduto era troppo […]. Che cosa aveva lui addosso: una specie di maledizione? Quale limite era andato a superare perché dei gelosi lo punissero in quella maniera?

Il padre, il conte Winlkinson, furibondo per il comportamento del figlio, lo trascinerà a casa, senza voler nemmeno sentire le ragioni del figlio. Tra i due il rapporto è sempre stato tormentato ed il rigore e la freddezza della loro meravigliosa ma rigida dimora, non migliorerà una relazione di per sé già incrinata. Vecchi rancori rimasti in sospeso verranno di nuovo a galla e David si troverà a doversi difendere da solo, persino dalla propria famiglia.

Il padre lo aveva sottomesso a un potere che non riconosceva, lo aveva privato della dignità. La partita fra loro due era appena iniziata.

L’adolescenza rappresenta il periodo nel quale la voglia di libertà e di indipendenza affiora ed è proprio in questa fase che il supporto da parte della famiglia può essere decisivo. Se tale sostegno viene a mancare, come nel caso del protagonista del romanzo, le fondamenta per uno sviluppo sano ed armonioso crollano, lasciando spazio solo al desiderio di fuga.

Noi vogliamo cambiare il mondo, renderlo migliore

David è un personaggio sfortunato. Nel corso della lettura gliene capiteranno una dietro l’altra ed inevitabilmente il lettore non potrà che provare compassione per lui. I continui scontri con il padre, con il fratello, le punizioni e i castighi. Tutto ruota contro di lui. David risulta essere sempre il colpevole agli occhi di tutti. Sembra dover espiare tutte le colpe dell’umanità, sebbene la sua unica colpa sia quella di essere troppo generoso ed onesto.

Ma era ancora in tempo per cambiare registro? Ora che i rapporti si erano deteriorati sempre di più, fino a ridursi a una sfida continua?

L’autrice tocca temi importanti e, purtroppo, tristemente attuali, quali il bullismo giovanile e gli scontri di classe. Interessante è anche la contrapposizione di due diversi mondi: la prima parte del romanzo è, infatti, ambientata in Inghilterra, in un ambiente aristocratico, fatto di regole e dogmi vigorosi. La seconda parte, invece, è ambientata in Italia (in particolare a Bologna) nel 1968, ovvero durante gli anni delle manifestazioni giovanili e le contestazioni contro la corruzione ed i privilegi politici. È in questo periodo di fermento che David, l’eterno incompreso, cercherà di riscattarsi da un destino ostile. Riuscirà a trovare il coraggio per partecipare alla rivolta? E, soprattutto, troverà il giusto stimolo per combattere le avversità attraverso una profonda ribellione contro le ingiustizie che lo hanno da sempre tormentato?

Questo romanzo è adatto a tutti coloro che cercano uno spunto di riflessione su temi di un passato il quale, in realtà, non è mai del tutto “passato” ma che continua ancora oggi a produrre interrogativi sulle ingiustizie sociali.

Arrendersi ora avrebbe voluto dire trovarsi per sempre senza voce mentre lui aveva ancora tante cose da gridare

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

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13 pensieri su “Recensione: Il rosso dentro di Danila Passerini

  1. La “punizione” è un libro che mi era piaciuto molto.Non sapevo di questo nuovo della Passerini e penso proprio che lo leggerò.Grazie per averlo segnalato e complimenti per la recensione 🙂

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