Recensione: Volevo essere Audrey Hepburn di Vanessa Valentinuzzi

Buona domenica lettori! Oggi parliamo di sogni. Quelli che ciascuno di noi custodisce nel proprio cassetto. Viola, la protagonista del romanzo di Vanessa Valentinuzzi, ci insegna a tirarli fuori per provare a realizzarli. Buona lettura!


Volevo essere Audrey Hepburn

Titolo  Volevo essere Audrey Hepburn
Autrice : Vanessa Valentinuzzi
Casa Editrice :  Newton Compton Editori
Pagine :   317
Prezzo :  9.90 € cartaceo
(su Amazon: 8,49€ cartaceo / 4,99 eBook)
La trama: Viola Parini ha trent’anni e sogna di diventare sceneggiatrice di commedie romantiche. Dopo lo shock per la fine di una storia, proprio quando le sembra che la sua vita stia andando a rotoli, è invece in arrivo qualche sorprendente novità. Si trasferisce in una nuova casa dove organizza cene raffinate per ospiti selezionati. Viola ottiene un colloquio con la presentatrice TV più famosa del momento, la quale arruola Viola nella sua trasmissione. Quando Viola riesce a ottenere una rubrica tutta sua, si trova a dover fare i conti con l’affascinante direttore di rete.
La mia recensione4 - L'angolino di Ale
Noi donne siamo delle sognatrici nate. È inutile negarlo. Basta un nonnulla per far iniziare un film nella nostra mente (a volte, direi, proprio delle serie televisive!) e da un granello di sabbia, in men che non si dica, abbiamo già costruito un castello incantato. Viola, la protagonista del romanzo, ha dovuto ben presto aprire gli occhi su una realtà non sempre così rosea. Ma non sarà sufficiente un ex insensibile e sleale a fermare la caparbietà di Viola. La sua forza proviene da solide amicizie e da un rapporto aperto e sincero con la famiglia, in particolare con la nonna, Miriam. Quest’ultima, con il suo caratterino tutto-pepe, riuscirà a liberare la nipote da alcuni timori, dandole quella sferzata di sano ottimismo necessario per ripartire verso nuove mete. Il sogno di Viola è quello di scrivere una sceneggiatura per il cinema ma sembra un miraggio talmente lontano da sembrare quasi impossibile. Sebbene la delusione per la storia finita male sia tanta, quando si chiude una porta, altri nuovi inizi possono prospettarsi all’orizzonte. Viola ricomincia da una nuova casa, in centro a Roma, nella quale organizza, grazie alla complicità della sua migliore amica Cecilia, alcune eleganti cene settimanali per ospiti desiderosi di rilassarsi con del buon cibo. Il “Cous Cous Club” è un progetto ambizioso e conviviale che riscuote moltissimo successo tra i commensali, i quali fanno a gara per prenotare un posto su quella fantastica terrazza tra calici frizzanti e piatti succulenti. Quasi per caso Viola conoscerà Zazie, una famosa conduttrice televisiva, la quale, affascinata dalla sua bravura e maestria in cucina, la trascinerà nel magico mondo della TV. Inaspettatamente sarà un bizzarro manuale il punto di partenza e, grazie a quest’ultimo, per Viola inizierà un nuovo percorso di crescita che le farà scoprire nuovi lati di sé stessa e nuove esperienze professionali (e non solo).
Il manuale invitata semplicemente ad ascoltare l’altro. Forse, in tempi frenetici ed inquieti come i nostri, era proprio quello l’ingrediente mancante”
Viola potrà finalmente scatenare la propria fantasia e creatività, mettendo sul tavolo idee brillanti e fresche, le quali si dimostreranno vincenti. Il suo modello di ispirazione è Audrey Hepburn e come biasimarla! Audrey è stata (e sarà per sempre) un esempio di rara eleganza e bellezza. Proprio ispirandosi al famoso cappello da lei indossato in “Colazione da Tiffany“, nascerà una rubrica TV creata da Viola, nella quale se ne vedranno delle belle.
Lo stile di Vanessa Valentinuzzi è vivace, divertente e racconta la vicenda in modo spensierato. Si tratta di un romanzo rosa adatto a chi desidera entrare in un film romantico, anche solo per poco tempo.
Si percepisce l’effervescenza di questo romanzo sin dalla copertina, così allegra e colorata da mettere subito di buon umore. L’autrice ci insegna l’arte di realizzare un sogno, tagliando i ponti con il proprio passato e le vecchie ed inutili debolezze. Imparare dai propri errori si può, l’importante è trovare sempre la giusta energia per mettersi alla prova. Come dice Viola:
L’importante è respirare. Il segreto è tutto nel diaframma. È solo una questione di cipria e diaframma
Basta poco per sentirsi sicure di sé stesse e pronte per lanciarsi in un nuovo progetto di vita che, certamente richiede fatica e sacrificio, ma può anche celare grandi soddisfazioni.
La vita, a volte, ci riserva, proprio dietro l’angolo, piacevoli sorprese ed interessanti incontri. Basta tenere sempre alta l’attenzione e l’entusiasmo, senza perdere mai il sorriso e la passione per ciò che si fa. Dopotutto il lieto fine lo scriviamo noi. Tutti i giorni.
Dobbiamo dar voce ai desideri

L'autrice4
Vanessa ValentinuzziVanessa Valentinuzzi è nata a Roma. È laureata in Lingue e Letterature straniere ed è specializzata come traduttrice ed interprete. Il suo libro d’esordio è “Volevo essere Coco Chanel” uscito nel 2011 per Avagliano Editore.  Questo è il blog dell’autrice.


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Luna di miele a Parigi di Jojo Moyes

Ciao a tutti! Oggi torniamo a parlare d’amore e andiamo con Jojo Moyes a fare non uno ma ben due viaggi di nozze a Parigi. I romanticoni sono pregati di accomodarsi, buona lettura!

Titolo :  Luna di miele a Parigi

Autrice :  Jojo Moyes

Traduzione di Dallavalle M.C.

Casa editrice :  Mondadori

Pagine :  89

Prezzo :   3.90 € cartaceo

(su Amazon: 3.32 € cartaceo)

Trama

Al centro di questo racconto due romantiche e tormentate storie d’amore quella di Sophie e Édouard Lefevre in Francia durante la Prima guerra mondiale e, circa un secolo dopo, quella di Liv Halston e suo marito David. “Luna di miele a Parigi”  si svolge alcuni anni prima degli eventi narrati nel romanzo “La ragazza che hai lasciato,” quando le due coppie si sono appena sposate. Sophie, una ragazza di provincia, si ritrova immersa nell’affascinante mondo della Belle époque parigina ma si rende conto ben presto che amare un artista apprezzato come Édouard implica qualche spiacevole complicazione. Circa un secolo più tardi anche Liv, travolta da una storia d’amore appassionante, scopre però che la sua luna di miele parigina non è la fuga romantica che aveva sperato…

Il mio commento nell’angolino

Ho conosciuto Jojo Moyes, scrittrice e giornalista inglese, attraverso la lettura di “Io prima di te” un romanzo intenso e coinvolgente che avevo addirittura inserito nella mia rubrica “Book spending review“. Se in tale occasione sono rimasta entusiasta e soddisfatta della lettura, purtroppo non posso dire altrettanto per la lettura di questo racconto “Luna di miele a Parigi“. Due coppie di novelli sposi si ritrovano, in due epoche differenti, alle prese con le prime discussioni e disaccordi matrimoniali. Sophie e Édouard sono i due protagonisti del racconto ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Lui artista, lei ragazza di provincia che arriva a Parigi e rimane folgorata dalle sue bellezze. Gli altri due sposini sono Liv e David: due ragazzi dei giorni nostri, entrambi super impegnati con il lavoro. Quest’ultimo entrerà prepotentemente all’interno della loro luna di miele, rovinando attraverso continui appuntamenti e telefonate,  i piani che Liv aveva romanticamente creato nella propria immaginazione.

Due lune di miele apparentemente disastrose: entrambe le sposine sperano in un momento da trascorrere con il proprio amato, senza interruzioni, senza intrusi; un inizio di vita a due perfetto, un modello da seguire per il resto della vita ma…non sarà esattamente così. Ricordarsi di essere in due è il primo passo per uscire dalla classica mentalità solitaria del single. Tra delusioni, infelicità, progetti, tradimenti, gelosie Jojo Moyes tratteggia il carattere dei suoi personaggi, soprattutto quelli femminili, sottolineando le caratteristiche ed i desideri di ciascuna giovane donna innamorata, appartenente a qualsiasi epoca. Ciascuna di loro vive con la consapevolezza che quel momento non tornerà e che una luna di miele (nella maggior parte dei casi) non può durare per sempre.

Hanno detto che la luna di miele è un’occasione unica, un momento della nostra vita che non avrei più rivissuto

L’intreccio dei due racconti è ben alternato ed salti temporali da un’epoca all’altra non disturbano la lettura.

Nonostante ciò, la lettura di questi racconti devo dire che non mi ha per nulla soddisfatta. Probabilmente l’estrema brevità  del racconto non fornisce alla storia lo spazio sufficiente per “decollare”. Bisogna dire che si tratta di un prequel (quindi una sorta di introduzione al romanzo vero e proprio) che presuppone uno sviluppo ulteriore della storia e spero che questo racconto possa trovare una degna risoluzione nel romanzo vero e proprio (“La ragazza che hai lasciato“). Come racconto a sé stante “Luna di miele a Parigi” non emoziona più di tanto e lascia quella spiacevole sensazione di incompiutezza che, personalmente, non gradisco. Naturalmente non è opportuno valutare un romanzo semplicemente dal suo prequel. Mi domando chissà se nel suo ultimo romanzo, Jojo Moyes avrà riscoperto e raccontato con passione quelle emozioni autentiche e così genuine che aveva proposto in “Io prima di te” ? Se un giorno dovessi leggere “La ragazza che hai lasciato” vi farò sapere.

Una cosa è certa: non sono una lettrice amante di prequel! Preferisco un romanzo unico che abbia un inizio, uno sviluppo ed una fine certa. Ma i gusti sono gusti!

E voi che mi dite? Vi è mai capitata un’esperienza di lettura simile? Vi fate tentare dai prequel oppure, come me, preferite andare dritti al sodo? Come al solito, attendo i vostri commenti! Buon fine settimana a tutti!

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata

Recensione: Manuale di cucina sentimentale di Martina Liverani

Ciao a tutti! Chi di voi è goloso alzi la mano! Io di sicuro! Sono una golosona di dolci e di tutte le cose buone della vita, ed è per questo che mi sono lasciata catturare da questo divertente romanzo di Martina Liverani. Vi auguro una buona domenica sera e buona lettura!

Titolo :  Manuale di cucina sentimentale

Autrice :  Martina Liverani

Casa editrice :  Baldini&Castoldi

Pagine :  174

Prezzo :  13.90 € cartaceo  (disponibile anche su Amazon)

La tramaCosa possono avere in comune una foodblogger imprigionata nel corpo di un avvocato, una giornalista di moda sovrappeso con l’ossessione della dieta e una bio-donna integralista del km zero? Niente, se non la loro amicizia e la passione per la cucina e per lo starsene a casa il venerdì sera stordendosi di chiacchiere.

La mia recensione

Quando tre amiche (di quelle vere) si ritrovano davanti ad un piatto di buon cibo ed accompagnano le loro chiacchiere con un bicchiere di vino, il simposio si può dire perfetto. Cecilia, Agata e Tessa sono tre donne completamente diverse l’una dall’altra. Ciascuna vede la vita a modo suo e rincorre il sogno di un mondo perfetto.

«Le amiche sono quelle che come te hanno una vita faticosa, capi idioti, il conto in rosso, colleghe stronze e mai niente da mettersi»

La loro serata godereccia è il venerdì. Solo al termine della settimana le tre si concedono il lusso di scendere un attimo da quel treno in corsa che durante la settimana le porta freneticamente in giro per l’Italia, per godere insieme dei piaceri della buona tavola. Le tre amiche hanno vite incasinate e pelle a buccia d’arancia ma, d’altronde, tutti noi siamo più o meno nelle stesse condizioni, no? Prendere consapevolezza del fatto che non si possa essere perfetti è certamente il primo passo verso la felicità.

Tessa, avvocatessa per dovere, racconta in prima persona le sue avventure di foodblogger (“una FoodbloggerQualunque” come di descrive lei) e le sue disavventure con il compagno distante (in tutti i sensi). Le sue due amiche sono il giorno e la notte. Agata, la bella, combattuta tra i sensi di colpa per le calorie ingerite e quell’amore smisurato nei confronti del buon cibo (cucinato dagli altri, data la sua totale incapacità ai fornelli). Cecilia, la salutista, patita dei prodotti bio rigorosamente a Km zero e fermamente convinta che tutti i prodotti alimentari posseggano un’anima, vegetariana e disoccupata a tempo indeterminato. Sono tre amiche trentenni alle prese con il primo vero “giro di boa”, quello nel quale ci si domanda se la strada fino ad ora percorsa ti ha portata alla meta oppure no. Darsi una risposta diventa un problema, soprattutto quando ti accorgi che la tua vita fa acqua da tutte le parti, sia a livello sentimentale che lavorativo.

Martina Liverani è stata molto brava a ricreare in questo libro quell’atmosfera “casalinga” fatta di profumi, calore e profondo affetto nei confronti delle amiche. I venerdì sera gastronomici delle ragazze rappresentano, infatti, un momento di libertà, nel quale le tre si raccontano le loro storie in tutta tranquillità, in un clima di totale sicurezza e fiducia reciproca.

Spesso ci si intestardisce nei confronti di una determinata questione (Tessa, ad esempio, ha il terrore di non riuscire a fare una buona frittata) anche se non ci si rende conto che, a volte, basterebbe solo fermarsi un attimo a respirare pensando che non tutte le ciambelle debbano necessariamente uscire con il buco. Per non parlare poi delle dosi: le ricette sono così terribilmente standardizzate che, spesso, quel “QuantoBasta” ti infastidisce a tal punto da rimanere semi-paralizzata davanti alla ricetta stessa. Con la faccia perplessa finisci sempre con il domandarti: “…ed ora? Quanto ne metto? Me la sento di rischiare?“. Questo è un po’ quello che succede alle nostre protagoniste, donne vere, con problemi veri.

«Bisogna cogliere il momento giusto, e non aspettare. Ogni prodotto ha la sua stagione. Esiste qualcosa di più abominevole di mangiare fragole a dicembre?»

La lettura è scorrevolissima e piacevole. Tra le pagine troviamo anche i post che Tessa pubblica sul suo blog, sfornando consigli e ricette sul come provare a godersi il bello della vita. Credere in sé stessi è il punto di partenza. Lasciando andare le proprie insicurezze si possono abbandonare i vecchi schemi, lasciando spazio a nuove idee, per cercare finalmente di fare ciò che si è sempre voluto fare nella vita.

«Le mie convinzioni, le mie ricette, i miei schemi mentali, il mio vivere nascosta rispetto a quelli che erano i miei sogni mi sembravano piccolezze rispetto all’immensità della vita e alla sua fugacità: non dovevo lasciarmi vivere, dovevo essere la protagonista della mia vita e delle mie scelte»

Di questo romanzo si apprezza la semplicità di una chiacchierata tra amiche e la positività del darsi sempre una chance per poter realizzare quel sogno del quale, probabilmente, ancora non vediamo i contorni ma del quale conosciamo bene la trama. Tessa e le sue amiche hanno inizialmente nei confronti della vita, lo stesso approccio che hanno nei confronti del cibo: troppo “da manuale”, lasciando poco spazio alla fantasia e al “vada come vada”.

Queste tre «foodie» girls, propense a lasciarsi andare ai piaceri della buona cucina e dell’arte del mangiare bene, ci insegnano che non esiste una “ricetta” universale per la felicità ma, al contrario, ciascuno è libero di aggiungere i propri “ingredienti” segreti per rendere meno “insipida” la vita e per personalizzare la propria “ricetta” in modo da esserne pienamente soddisfatti.

«Le ricette servono per darti un’idea, ma poi devi metterci del tuo…quelle dei giornali non escono mai, in quelle che senti in televisione manca sempre qualcosa, le amiche non ti dicono mai quella vera, perché se la vogliono tenere per sé, ma in fondo ognuno ha la sua ricetta. E poi la situazione è sempre diversa: il forno è un altro, gli ingredienti non sono della stessa marca, pentole e padelle sono diverse…»


L'autrice

Martina Liverani è una scrittrice, giornalista e blogger. Collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui Vanity Fair, Vogue, Huffington Post, ecc. Dirige anche Dispensa un foodzine tutto italiano, ovvero un magazine dedicato al cibo e non solo per riscoprire i sapori e i profumi antichi. Inoltre ha un blog tutto suo CURVY, FOODIE, HUNGRY nel quale racconta di sé e delle donne che amano vivere al di fuori dagli schemi, ovvero quelle donne che sanno amarsi anche se non “perfette”, quelle donne che apprezzano i piaceri della vita (tra cui il cibo) e quelle donne che sono affamate e golose di tutto ciò che fa bene al cuore.

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale

Recensione: Gli uomini preferiscono le befane de Le Emme

Carissime Befane…ehm…carissime amiche (ed amici/befani!) bentrovati! Cosa avete trovato oggi nella calza?! Carbone a volontà oppure dolcissime caramelle?! Io vi porto una letturina frizzante e divertentissima, per concludere in allegria questi ultimi giorni di vacanza (per chi ha avuto la fortuna di farle!).  Buone risate e buona Befana a tutte/i!

Titolo : Gli uomini preferiscono le befane

Autrici :  AA. VV.

Casa editrice :  Emma Books

Pagine :  161

Prezzo :  4.99 €  eBook

(disponibile anche su Amazon)

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La vie en rose: per un mondo tutto rosa #3

Buon sabato amici ed amiche! Oggi per la rubrica “La vie en rose: per un mondo tutto rosa” vi presento il nuovo libro di Hélène Battaglia “Una promessa di felicità” edito da Baldini&Castoldi. Ho letto e recensito qui il primo romanzo (“Appuntamento al Ritz“) di questa scrittrice italo-francese. Se avete voglia di leggere qualcosa di leggero e spensierato allora leggete la mia recensione e valutate se regalarvi (o farvi regalare) questo romanzo per Natale! (se invece non avete letto il primo romanzo…non vi resta che correre in libreria).

Una promessa di felicità di Hélène Battaglia

Titolo :  Una promessa di felicità

Autrice :  Hélène Battaglia

Casa editrice :  Baldini&Castoldi

Pagine :  254

Prezzo : 11.90 €

(su Amazon: 10.12 € cartaceo / 5.99€ eBook)

La trama

Una suite parigina, una proposta di matrimonio e un uomo in ginocchio cui rispondere: “Sì!” Su questo fermo immagine avevamo lasciato Hope B. al termine di Appuntamento al Ritz, il primo capitolo della saga amorosa della nostra eroina dall’animo sognante. E ora? Ora Hope ripartirà proprio da lì, coltello fra i denti e Trinity al dito, per la sua corsa a ostacoli verso l’altare. Tra cape spietate e sconcertanti segreti, manieri scozzesi e hotel a cinque stelle, amici fedeli e temibili arpie nascoste dietro ogni angolo, Hope ci prenderà per mano portandoci a spasso per il suo mondo, rendendoci testimoni della sua felicità, delle sue delusioni e delle sue piccole e grandi debolezze. E, alla faccia di chi tenterà di metterle i bastoni fra le ruote, ci lascerà con un sorriso, e noi sorrideremo con lei…

La mia recensione

Ah l’amour, l’amour! Avevamo lasciato Hope e Paul in una suite del famosissimo Hotel Ritz di Parigi in un momento importante, quello della proposta di matrimonio. In questo secondo romanzo Hope e Paul saranno divisi dai rispettivi impegni lavorativi. Hope sarà impegnata con il suo nuovo lavoro, al servizio della temibile Ludmilla, una star del jet set, alle prese con la promozione europea del suo nuovo romanzo. Paul sarà itinerante per l’Europa tra lunghi set fotografici e party promozionali. I due avranno poco tempo per organizzare il loro matrimonio e ciascuno di loro dovrà testare sulla propria pelle il significato di “amore a distanza”.

In questo secondo romanzo Hope ci racconta in prima persona le sue nuova avventure di vita. L’autrice, in questo secondo libro, fa emergere ancora di più il carattere della ragazza. Nel primo libro “Appuntamento al Ritz” risultava una giovane annoiata, amante del lusso sfrenato ed anche un po’ arrogante. In “Una promessa di felicità” invece la protagonista risulta cresciuta, più cauta ed attenta, sebbene la passione per i vestiti griffatissimi (e non solo) non è andata persa. Infondo Hope è così: complicata, modaiola, una fashion girl dalla testa ai piedi, insomma un tipino “tutto pepe”. Durante la lettura si percepisce proprio questo suo rinnovamento: inizialmente si fa tanti problemi se non viaggia in first class e se il suo trilogy ha perso in brillantezza, ma attraverso nuove conoscenze e nuove esperienze riuscirà, anche solo per un po’,  a tralasciare il superfluo (vestiti di Chanel compresi) e a dedicarsi alle cose importati della vita, tra cui soprattutto gli affetti.

Hope parla rivolgendosi direttamente al lettore, il quale diventa partecipe in prima persona delle sue vicissitudini.

La protagonista del romanzo capirà presto che non tutti i problemi sono risolvibili a colpi di carta Platino American Express; ci sarà un cambio di rotta che porterà Hope a voler respirare aria nuova, lontana dallo spietato mondo della moda e dei vip, per condurre finalmente una vita più “semplice” (anche se diventerà una futura contessa) e tranquilla.

Devo dire che in alcuni punti il racconto è un po’ ripetitivo: Hope non fa altro che ripetere quanto sia stata fortunata ad incontrare Paul, quanto sia bello, quanto sia ricco Paul, ecc. Forse in alcuni punti non era necessario sottolinearlo ulteriormente. Nonostante questo ho trovato lo stile di questa autrice sicuramente più fresco e maturo rispetto al primo romanzo. Il ritmo è vivace ed ironico.

Ho apprezzato i nuovi valori scoperti da Hope: l’onesta, la positività, la cautela. Hope è cresciuta, è più forte e matura e proprio per questo riesce ad affrontare le sfide (e le sfighe) quotidiane con la giusta dose di buonumore.

Un po’ di sano ottimismo ci vuole, soprattutto in tempi di crisi. Il personaggio di Hope, nella sua vita (quasi) perfetta, con il make-up ed i capelli sempre in ordine, credo sia un modello da seguire, non tanto per il fattore economico, quanto dal punto di vista di voler ricercare sempre il meglio per sé stessi. Naturalmente nel romanzo tutto è portato all’eccesso ma anche nella vita normale, quella di noi semplici “umani” (che non viviamo in castelli e non vestiamo Chanel), è possibile fare qualcosa per ritrovare la fiducia in sé stessi ed affrontare la vita con la consapevolezza che nessuno ti regala nulla ed è necessario lavorare duro per realizzare i propri sogni.

Hope ha raggiunto un livello di maturità tale da poter addirittura dispensare consigli:

D’altronde, nella vita è inutile girarci intorno, i problemi vanno presi di petto e risolti. Fare lo struzzo, cari miei, non conviene. Quindi cacciate subito fuori la testa da quella montagna di sabbia!

Tra segreti e complotti, tra mille check-in in aeroporto ed eventi mondani, Hope e Paul riusciranno a risolvere i loro impegni lavorativi e a ricongiungersi per coronare la loro promessa d’amore. Ma non sarà facile, perché entrambi dovranno portare a termine delle “missioni”. Alla fine l’amore riuscirà a vincere anche questa volta!

Se siete alla ricerca di una lettura leggera, assolutamente non impegnativa e che vi faccia sognare, allora questo romanzo è la lettura giusta: un’autentica favola che tra sfarzi e lustrini ci accompagna al lieto fine con elegante romanticismo.

Vi lascio con la canzone-motto di Hope (che tra l’altro è anche il nome della rubrica che ospita i romanzi rosa qui nel mio angolino!) : “Je vois la vie en rose” come cantava Edith Piaf.

Alessandra - L'angolino di Ale (black)© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata


La vie en rose: per un mondo tutto rosa #2

Lady Susan - Jane Austen

Buon lunedì! Oggi per la rubrica “La vie en rose: per un mondo tutto rosa”   vorrei lasciarvi il mio commento su un romanzo rosa che rientra anche nella narrativa classica. Si tratta di “Lady Susan” di Jane Austen. Questo libricino di pochissime pagine (e che potete trovare anche in versione super economica a 0,99€ collana LiveNewton Compton.     Acquistabile su Amazon a 0.84€!) si legge in un attimo. Nonostante la sua brevità non mancano i temi classici della Austen. Ma andiamo con ordine. Chi è Lady Susan? Lady Susan è una donna senza scrupoli che cerca di utilizzare il suo vivace temperamento per tenere alto il suo status sociale. Dopotutto siamo in un paesino di provincia nell’Inghilterra settecentesca e qui tutto ruota attorno al mondo piccolo-borghese con i suoi pettegolezzi, le sue regole e chiacchiere da salotto. “Lady Susan” è un racconto epistolare (la prima opera dell’autrice) e nel corso di questo fitto scambio di lettere emergono le abitudini e gli elementi essenziali di questa classe sociale. Lady Susan è rimasta vedova da poco ma cerca di distrarsi in ogni modo e decide quindi lasciare la Londra fredda e pettegola e di fare visita ai suoi cognati presso la più tranquilla tenuta di Churchill.

Durante la lettura emerge subito il carattere della protagonista, la quale considera la sua nuova dimora un alloggio in un “insopportabile paesino di campagna“. Emerge anche la sua crudeltà nei confronti della figlia adolescente, Frederica, costretta ad essere rinchiusa in un collegio. Il rapporto tra madre e figlia è difficile: Frederica è una ragazzina ribelle, abbandonata a sé stessa, infelice. Lady Susan considera sua figlia una “ragazza fastidiosa”  e cerca in ogni modo di renderle la vita impossibile. Lady Susan, considerata “la più scaltra civetta di tutta l’Inghilterra” tenta di portare avanti i suoi piani, nonostante il pungente disprezzo delle persone che la circondano. Utilizza le sue doti di seduttrice per ammaliare due uomini e cerca di celare la sua gelosia nei confronti della giovane figlia. Lettera dopo lettera affiorano i veri sentimenti di ciascun personaggio. Maldicenze e pettegolezzi si celano dietro ad un impeccabile bon ton. Tutti cercano di trovare difetti nel prossimo e sono molto attenti ai particolari: uno sguardo, un gesto, una parola possono rivelare qualcosa in più a riguardo di quella “maestra di inganni” che è Lady Susan.

Jane Austen è una delle scrittrici che ha saputo descrivere al meglio l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Il suo stile è ironico e diretto. I temi sono più che mai attuali (e verranno poi ripresi ed approfonditi nei suoi successivi romanzi): l’ostentazione della posizione sociale, la forza della persuasione, l’arguzia ed i sentimenti contrastanti. Il tutto è presentato con estrema eleganza e raffinatezza di stile (sebbene questo romanzo epistolare sia stato scritto a 19 anni dalla giovane Austen)

Al costo di un caffè direi che vale la pena perdersi per qualche ora nella lettura dei sofisticati salotti della Austen!

Il secondo romanzo rosa che vi propongo oggi è “Via Chanel n.5” di Daniela Farnese (edito da Newton Compton. Acquistabile su Amazona 8.42€ ). Rebecca, trentenne delusa per l’ennesima volta dall’amore, decide di lasciare la magica laguna veneziana alla volta di Milano per cercare aria nuova e cambiamento. Qui troverà nuovi amori e nuovi amici, ed anche nuove boutique della sua amata Chanel. Questo romanzo riprende e racconta scorci di vita dell’icona intramontabile di stile ed eleganza, Chanel. Così come la Coco “originale”, vera regina del gusto, anche Rebecca attraversa un periodo di crisi, ma con la sua forza d’animo e la giusta ironia riuscirà ad affrontare con fiducia il suo futuro. A volte anche solo un paio di giri di perle intorno al collo o una goccia di profumo possono far sì che una donna riesca a tirare fuori il meglio di sé.

Se volete potete leggere qui la mia recensione completa di questo libro.

L’autrice di “Via Chanel n.5 “, Daniela Farnese, è anche una blogger. Dal 2003 è infatti la “Dottoressa Dania” e gestisce il suo blog Malafemmena.

Vi lascio con una citazione di Coco Chanel ripresa proprio dal libro di Daniela :

Di quante preoccupazioni ci si libera quando si decide, non di essere qualcosa, bensì qualcuno” (Coco Chanel)

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