Le invasioni quotidiane di Mazarine Pingeot

Cosa succede quando una donna, mamma, (ex)moglie, si ritrova al completo sbaraglio? I piccoli contrattempi quotidiani possono essere noiosi ma possono anche rivelarsi utili al cambiamento. Vi auguro una buona domenica con questo bel romanzo della scrittrice francese Mazarine Pingeot. Buona lettura!

 Titolo : Le invasioni quotidiane
Autrice : Mazarine Pingeot
Pagine :   203
Prezzo di copertina :  16,00 €  cartaceo (disponibile anche in eBook)
Casa editrice :  Baldini&Castoldi
Genere : Narrativa contemporanea
(acquistabile anche su Amazon)

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BOOKS OVERVIEW #19

Books Overview - L'angolino di AleBuon giovedì, amici! Come state? Qui continuano i lavori in preparazione del nuovo sito…non vedo l’ora di mostrarvi la nuova collocazione dell’angolino! Intanto spulciamo insieme le ultime news letterarie con la rubrica “ Books overview “ – Uno sguardo sulle novità letterarie nella quale troverete di sicuro qualche titolo da inserire nella vostra wishlist. Fatemi sapere quali vi attirano, sono curiosa! Buona lettura a tutti!

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BOOKS OVERVIEW #17

Books Overview - L'angolino di Ale

Buon pomeriggio! Quanti di voi si stanno preparando per il prossimo Salone Internazionale del Libro che si terrà a Torino dal 14 al 18 maggio 2015? Io purtroppo quest’anno non riuscirò ad esserci ma aspetto i vostri racconti sulla fiera. Intanto, se avete voglia di qualche assaggio letterario, la rubrica “ Books overview “ – Uno sguardo sulle novità letterarie vi aspetta, come sempre, con qualche titolo da inserire nella vostra lista dei desideri. Buona lettura a tutti!

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BOOKS OVERVIEW #13

Books Overview

Buon lunedì a tutti! Iniziamo la settimana con qualche assaggio letterario: la rubrica “ Books overview “ – Uno sguardo sulle novità letterarie vi aspetta con qualche titolo da inserire nella vostra wishlist. Buona scelta!

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Recensione: La domenica lasciami sola di Simonetta Sciandivasci

Buona domenica a tutti e buona festa della donna! Oggi con questa recensione (di un libro divertentissimo sul rapporto donne-calcio) aderisco anch’io alla campagna ‪#‎NonMimoseMaLibri‬. Quindi uomini all’ascolto: regalate un bel libro alle vostre mogli/fidanzate/amanti/mamme/sorelle/nonne/ecc. e lasciate perdere il ramoscello di mimosa che, tra l’altro, dopo 2 ore perde pallini da tutte le parti ed emana un olezzo da far rabbrividire gli zombie. Date retta a me! 😉


La domenica lasciami solaTitolo  La domenica lasciami sola
Autrice :  Simonetta Sciandivasci
Pagine :   240
Prezzo :  14.00 € cartaceo / 6.99€ eBook
Casa editrice :  Baldini&Castoldi
Genere :  Narrativa contemporanea
(acquistabile anche su Amazon)

La tramaIl settimo giorno Dio si riposò e Satana ne approfittò per creare il calcio. Lo diede in dono ai maschi e ordinò loro di santificarlo tutte le domeniche. Poi arrivò Rita Pavone, chiese al suo uomo di portarla a vedere la partita e quello rispose che non era roba per signorine. Voleva mantenere il possesso della palla. Così, il calcio divenne il più temibile rivale d’amore di tutte le signorine made in Italy. Da allora, sono trascorsi lunghi decenni di angustie e guerre fredde e calde. Diverse signorine hanno imparato a giocare a calcio, hanno capito il fuorigioco e sono entrate negli stadi. Molte altre, invece, sono rimaste fuori, perpetrando il match donne vs partita di pallone. La protagonista di questo romanzo, invece, rifiutando di abbonarsi in curva, subire i supplementari e indossare bandiere, butterà via il rancore per le domeniche perdute e ripartirà dagli archetipi: per lei il matrimonio di Grace Kelly, per lui la partita di pallone.


La mia recensione

A volte la piacevolezza di un libro ti cattura sin dalle prime pagine. La trama, gli argomenti, i personaggi, un mix di elementi conditi con la giusta ironia fanno sì che questo primo romanzo di Simonetta Sciandivasci rappresenti una lettura davvero divertente. La protagonista di questa dichiarazione di resa è, come la gran parte delle donne che subiscono il confronto con il calcio, inizialmente inferocita contro tutto ciò che riguarda quella sfera rotolante detta pallone.

Oh, Reverenda Luce, questo guarda davvero solo partite: inferi, accoglietemi adesso. […] Cos’è Arsenal? Un detersivo?

Quando il “noi” passa dall’essere un pronome personale utilizzato per indicare un unione tra due o più individui, all’indicare una partecipazione attiva alla sacra squadra di calcio (es. “Noi della Roma”) allora la disfatta è ufficialmente compiuta. Stufa di essere trascurata per colpa di moviole interminabili e repliche di partite del 1986, la nostra eroina inizia un intimo percorso psicologico nella strampalata (ma necessaria) missione di comprendere ciò che vi è dietro a tutto questo. Prova addirittura a partecipare attivamente nei commenti come il miglior telecronista di sempre, nel vano tentativo di richiamare l’attenzione del suo Homo Sapiens dalla TV e dai calci di rigore.

Sto accettando tutto questo, amore mio, nella speranza che prima o poi arrivi il momento in cui ti accorgerai che non sono il tuo migliore amico, né una birra, ma la donna della tua vita, quella che nella gioia e nel dolore, durante il campionato e durante i saldi, promette di esserti fedele.”

Questa ricerca spasmodica di attenzioni porta solo ad una progressiva sensazione di svalutazione di sé stesse: non c’è biancheria sexy che tenga davanti ad un comodo divano e alla Champions League.

Mille domande, mille dubbi e manie di persecuzione solo per arrivare a comprendere che non ha senso mettersi in competizione con un pallone di cuoio che ruzzola da una parte all’altra del campo. Come non ha senso sorbirsi ore di ermeneutica calcistica solo per far finta di essere partecipi di uno sport del quale ignoriamo anche le nozioni basilari (chi di voi sa chi è il quarto uomo o quando c’è un fuorigioco?).

La protagonista farà i conti con la realtà e capirà che un uomo ed una donna devono necessariamente avere i propri spazi entro i quali lasciarsi andare ai propri passatempi preferiti. Ciò non significa subire una mancanza d’affetto ma semplicemente crearsi un proprio luogo nel quale imparare a stare bene da soli.

Una donna davanti a una partita di calcio è sola con il suo incredibile cervello, il miglior filatore di tessuti connettivi che esista al mondo

Lasciamo che nostro marito/fidanzato sbatta allegramente le sue manine come un neonato durante la costruzione del suo fantacalcio e, nel frattempo, dedichiamoci a noi stesse ed alle nostre, di passioni. Non tormentiamoci se i suoi idoli sono Sandro Piccinini o Bruno Pizzul. Un po’ di sano egosimo non farà male a nessuno ed anzi, al contrario, farà sì che, una volta ritornati entrambi dai nostri campi di battaglia (che sia uno stadio per lui o un outlet per lei) ci si possa raccontare qualcosa, condividendo finalmente un momento d’amore insieme, senza litigi o musi lunghi. Una donna non deve essere paragonata ad una partita di calcio, perché naturalmente vale molto (ma molto molto) di più di un dribbling o un assist.

Durante la lettura di alcune parti di questo libro ho riso a crepapelle. La simpatia con la quale la Sciandivasci tratta l’argomento fa sì che si crei subito empatia tra il lettore e la protagonista. Quest’ultima capirà che il fatto di essere lasciata sola la domenica non è affatto un’ingiustizia? Al contrario, non è poi così male avere più tempo per sé. Se anche voi avete la febbre a 90 (che puntualmente vi passa al 90°minuto senza supplementari) vi consiglio spassionatamente la lettura di questo spassoso romanzo!

I tempi di Rita Pavone sono morti e sepolti: farci lasciare da sole la domenica non significa essere vittime di ostracismo, bensì fautrici di una scelta in cui risiede l’attestato della nostra differenza, che finalmente possiamo usare come il privilegio che è, e non come la rivendicazione sindacale che ha dovuto essere in epoche meno fortunate della nostra

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

Recensione: Manuale di cucina sentimentale di Martina Liverani

Ciao a tutti! Chi di voi è goloso alzi la mano! Io di sicuro! Sono una golosona di dolci e di tutte le cose buone della vita, ed è per questo che mi sono lasciata catturare da questo divertente romanzo di Martina Liverani. Vi auguro una buona domenica sera e buona lettura!

Titolo :  Manuale di cucina sentimentale

Autrice :  Martina Liverani

Casa editrice :  Baldini&Castoldi

Pagine :  174

Prezzo :  13.90 € cartaceo  (disponibile anche su Amazon)

La tramaCosa possono avere in comune una foodblogger imprigionata nel corpo di un avvocato, una giornalista di moda sovrappeso con l’ossessione della dieta e una bio-donna integralista del km zero? Niente, se non la loro amicizia e la passione per la cucina e per lo starsene a casa il venerdì sera stordendosi di chiacchiere.

La mia recensione

Quando tre amiche (di quelle vere) si ritrovano davanti ad un piatto di buon cibo ed accompagnano le loro chiacchiere con un bicchiere di vino, il simposio si può dire perfetto. Cecilia, Agata e Tessa sono tre donne completamente diverse l’una dall’altra. Ciascuna vede la vita a modo suo e rincorre il sogno di un mondo perfetto.

«Le amiche sono quelle che come te hanno una vita faticosa, capi idioti, il conto in rosso, colleghe stronze e mai niente da mettersi»

La loro serata godereccia è il venerdì. Solo al termine della settimana le tre si concedono il lusso di scendere un attimo da quel treno in corsa che durante la settimana le porta freneticamente in giro per l’Italia, per godere insieme dei piaceri della buona tavola. Le tre amiche hanno vite incasinate e pelle a buccia d’arancia ma, d’altronde, tutti noi siamo più o meno nelle stesse condizioni, no? Prendere consapevolezza del fatto che non si possa essere perfetti è certamente il primo passo verso la felicità.

Tessa, avvocatessa per dovere, racconta in prima persona le sue avventure di foodblogger (“una FoodbloggerQualunque” come di descrive lei) e le sue disavventure con il compagno distante (in tutti i sensi). Le sue due amiche sono il giorno e la notte. Agata, la bella, combattuta tra i sensi di colpa per le calorie ingerite e quell’amore smisurato nei confronti del buon cibo (cucinato dagli altri, data la sua totale incapacità ai fornelli). Cecilia, la salutista, patita dei prodotti bio rigorosamente a Km zero e fermamente convinta che tutti i prodotti alimentari posseggano un’anima, vegetariana e disoccupata a tempo indeterminato. Sono tre amiche trentenni alle prese con il primo vero “giro di boa”, quello nel quale ci si domanda se la strada fino ad ora percorsa ti ha portata alla meta oppure no. Darsi una risposta diventa un problema, soprattutto quando ti accorgi che la tua vita fa acqua da tutte le parti, sia a livello sentimentale che lavorativo.

Martina Liverani è stata molto brava a ricreare in questo libro quell’atmosfera “casalinga” fatta di profumi, calore e profondo affetto nei confronti delle amiche. I venerdì sera gastronomici delle ragazze rappresentano, infatti, un momento di libertà, nel quale le tre si raccontano le loro storie in tutta tranquillità, in un clima di totale sicurezza e fiducia reciproca.

Spesso ci si intestardisce nei confronti di una determinata questione (Tessa, ad esempio, ha il terrore di non riuscire a fare una buona frittata) anche se non ci si rende conto che, a volte, basterebbe solo fermarsi un attimo a respirare pensando che non tutte le ciambelle debbano necessariamente uscire con il buco. Per non parlare poi delle dosi: le ricette sono così terribilmente standardizzate che, spesso, quel “QuantoBasta” ti infastidisce a tal punto da rimanere semi-paralizzata davanti alla ricetta stessa. Con la faccia perplessa finisci sempre con il domandarti: “…ed ora? Quanto ne metto? Me la sento di rischiare?“. Questo è un po’ quello che succede alle nostre protagoniste, donne vere, con problemi veri.

«Bisogna cogliere il momento giusto, e non aspettare. Ogni prodotto ha la sua stagione. Esiste qualcosa di più abominevole di mangiare fragole a dicembre?»

La lettura è scorrevolissima e piacevole. Tra le pagine troviamo anche i post che Tessa pubblica sul suo blog, sfornando consigli e ricette sul come provare a godersi il bello della vita. Credere in sé stessi è il punto di partenza. Lasciando andare le proprie insicurezze si possono abbandonare i vecchi schemi, lasciando spazio a nuove idee, per cercare finalmente di fare ciò che si è sempre voluto fare nella vita.

«Le mie convinzioni, le mie ricette, i miei schemi mentali, il mio vivere nascosta rispetto a quelli che erano i miei sogni mi sembravano piccolezze rispetto all’immensità della vita e alla sua fugacità: non dovevo lasciarmi vivere, dovevo essere la protagonista della mia vita e delle mie scelte»

Di questo romanzo si apprezza la semplicità di una chiacchierata tra amiche e la positività del darsi sempre una chance per poter realizzare quel sogno del quale, probabilmente, ancora non vediamo i contorni ma del quale conosciamo bene la trama. Tessa e le sue amiche hanno inizialmente nei confronti della vita, lo stesso approccio che hanno nei confronti del cibo: troppo “da manuale”, lasciando poco spazio alla fantasia e al “vada come vada”.

Queste tre «foodie» girls, propense a lasciarsi andare ai piaceri della buona cucina e dell’arte del mangiare bene, ci insegnano che non esiste una “ricetta” universale per la felicità ma, al contrario, ciascuno è libero di aggiungere i propri “ingredienti” segreti per rendere meno “insipida” la vita e per personalizzare la propria “ricetta” in modo da esserne pienamente soddisfatti.

«Le ricette servono per darti un’idea, ma poi devi metterci del tuo…quelle dei giornali non escono mai, in quelle che senti in televisione manca sempre qualcosa, le amiche non ti dicono mai quella vera, perché se la vogliono tenere per sé, ma in fondo ognuno ha la sua ricetta. E poi la situazione è sempre diversa: il forno è un altro, gli ingredienti non sono della stessa marca, pentole e padelle sono diverse…»


L'autrice

Martina Liverani è una scrittrice, giornalista e blogger. Collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui Vanity Fair, Vogue, Huffington Post, ecc. Dirige anche Dispensa un foodzine tutto italiano, ovvero un magazine dedicato al cibo e non solo per riscoprire i sapori e i profumi antichi. Inoltre ha un blog tutto suo CURVY, FOODIE, HUNGRY nel quale racconta di sé e delle donne che amano vivere al di fuori dagli schemi, ovvero quelle donne che sanno amarsi anche se non “perfette”, quelle donne che apprezzano i piaceri della vita (tra cui il cibo) e quelle donne che sono affamate e golose di tutto ciò che fa bene al cuore.

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale