Il maggio degli eBook : diamo voce agli autori emergenti!

Buon sabato amici! Oggi il mio angolino ospita una tappa della bellissima iniziativa “Il Maggio degli eBook” indetta da Nativi Digitali Edizioni attraverso la quale vogliamo prima di tutto divertirci e scoprire insieme nuovi libri, nuovi autori e nuovi blog. Inoltre ci proponiamo di:

  • Dare voce a eBook di autori ed editori emergenti
  • Promuovere una cultura di collaborazione e condivisione tra scrittori, blogger e lettori
  • Ricordarci che, anche dopo il successo della campagna sulla riduzione IVA degli ebook, un libro rimane sempre un libro ed il digitale offre opportunità prima negate a scrittori, editori e lettori.

Continua a leggere

L’angolino degli emergenti #10

Carissimi amici, buongiorno e buon giovedì! Come procede la vostra settimana? Oggi voglio presentarvi i romanzi di una giovane autrice emergente: Marie Albes. L’autrice ci svela i segreti di Madre Natura, trasportandoci in magici mondi celtici, dove l’amore è protagonista. Ecco i primi due capitoli della sua trilogia fantasy “Dryadem“. Scopriamoli insieme!

Dryadem (La Leggenda di Dryadem Vol. 1)

Titolo: Dryadem (La Leggenda di Dryadem Vol. 1)

Autrice: Marie Albes

Self-published

Pagine: 269

Prezzo: 0,99 € eBook su Amazon

Trama

Ayres den Adel è conosciuta a Wells per la sua misantropia e la sua ostilità, ma solo chi le è veramente vicino sa quanto sia sensibile. E così, fragile e insicura, la ragazza sopravvive allo scorrere dei giorni lavorando ogni istante, cercando in tal modo di soffocare il rimorso per la colpa che l’affligge da anni, una colpa che in realtà ha radici molto più lontane di quello che lei stessa possa immaginare. Finché un giorno, la comparsa di un misterioso tatuaggio sulla sua pelle e l’arrivo di James Armstrong – venuto appositamente dall’Alaska per chiederle aiuto – sconvolgono la sua vita passiva. La sua stessa percezione del mondo verrà capovolta dal susseguirsi degli eventi, che la rinchiuderanno in una morsa di sentimenti opposti: amore e odio, pace e vendetta. Una morsa che Ayres sarà costretta ad affrontare, per rinascere poi come una fenice dalle ceneri che provocherà.


Dryadem


Euphônia (La Leggenda di Dryadem Vol. 2)

Titolo: Euphônia (La Leggenda di Dryadem Vol. 2)

Autrice: Marie Albes

Self-published

Pagine: 268

Prezzo: 2,99 € eBook su Amazon

Trama

La vita è come una bolla d’acqua, così la vede Ayres con i suoi occhi di Driade. È variopinta come un arcobaleno – se vista sotto la luce di una stella – ma soprattutto brilla grazie alla presenza di James, l’uomo che ha salvato da un’antica maledizione e di cui è innamorata. E James adesso è lì, pronto a organizzare il futuro insieme a lei, a dispetto di quello che il destino sembra riservare loro. Perché una bolla è incantevole, sì, ma anche fragile come un cristallo – allorché la si sfiori con un dito – e un cristallo si spezza in mille frammenti sottili e taglienti, impossibili da riunire. Così Ayres si trova ad affrontare una forza che da lontano viene a rivendicare la proprietà sul suo corpo di Driade, quella stessa identità che tanto la spaventa e che costringerà lei e le persone amate a seguire un percorso scritto da secoli. Chi è veramente la Driade? Cosa rotea intorno alla sua figura idolatrata in maniera tanto perversa? La purezza della Messiah nasconde qualcosa dietro a quel velo candido, qualcosa da cui sembra non poter scappare e che unisce Ayres al dolore, celato silenziosamente nell’Euphônia.


Potete trovare maggiori info sul sito ufficiale dell’autrice Marie Albes. Trovate qui la sua pagina Facebook. Ecco qui il booktrailer di “Euphônia“, romanzo uscito il 18 settembre 2014 :

Recensione: Un gaijin in Giappone di Marco Frullanti

Ciao a tutti amici dell’angolino! Oggi chiamo a rapporto tutti gli amanti del Giappone per presentarvi il diario di viaggio di Marco Frullanti, appassionato di manga e videogiochi giapponesi. Una visione alternativa del solito Sol Levante. Buona lettura!

Titolo : Un Gaijin in Giappone

Autore :  Marco “Frullo” Frullanti

Casa editrice :  Nativi Digitali Edizioni

Pagine :  110

Prezzo :   2,99 € eBook (su Amazon)

Trama: Con la scusa di andare a trovare i suoi amici giapponesi, Marco parte per il suo viaggio tra Osaka e Kumamoto, con la missione di scoprire di più su quel bizzarro arcipelago che tanto lo ha affascinato.Da questa esperienza nasce questo libro, con l’obiettivo di trarre un bilancio da quel viaggio tra templi buddisti, sale giochi, onsen, karaoke e ramen, e di rispondere alle domande che assillavano il nostro eroe: cos’è è il Giappone contemporaneo e chi diavolo sono i giapponesi di oggi?

La mia recensione Jap - L'angolino di Ale

La cultura giapponese: questa strana sconosciuta. L’autore di questo libro ha voluto darci una sua visione della cultura contemporanea del Sol Levante.

Questo testo di Marco Frullanti non è una guida turistica, quindi non aspettatevi descrizioni di monumenti o dettagli sui luoghi turistici più conosciuti e di maggiore interesse. Si tratta piuttosto di un diario di viaggio nel quale, giorno per giorno, l’autore annota le proprie impressioni su ciò che sta vivendo in questa sua esperienza di viaggio. Il tutto è raccontato quindi da un punto di vista strettamente personale.

Si parte dall’arrivo spaesato all’aeroporto di Osaka, passando per Umeda, Itami, Kyoto e tante altre tappe, le quali hanno conquistato l’autore (ed il bambino che è ancora in lui). Dato che anch’io sono una “tizia stramba fissata per la cultura nipponica“, credo che sia impossibile non rimanere incantati da un Paese così eccentrico e garbato al tempo stesso. Ciò che si ama del Giappone è proprio la sua eterogeneità: quel modo, tutto suo, di fondere modernità e storia.

Ho apprezzato il non voler “sparare” sentenze, ma il descrivere concretamente una cultura molto distante dalla nostra. Frullanti racconta con il giusto distacco ciò che è diverso, vivendo ed assaporando appieno tutto ciò che il Giappone gli ha offerto. Con (ir)riverenza e rispetto, racconta la propria esperienza descrivendo il suo itinerario passo dopo passo; dopotutto sa di essere un “gaijin” (uno straniero) in questa terra così “cortesemente inospitale”. Ciò che emerge dal suo racconto, infatti, è questa accoglienza impeccabile del popolo nipponico, questi modi estremamente gentili e raffinati che celano, però, un freddo distacco nei confronti dei “visitatori” del loro Paese. Questa imperturbabilità è indubbiamente frutto di una cultura fondamentalmente chiusa, che tenta di approcciarsi allo straniero ma che trova ostacoli nascosti che vanno ben oltre la barriera linguistica.

“I giapponesi ci trattano come noi trattiamo i bambini, guardandoci con sorrisoni di circostanza”

Il Paese dei contrasti irresistibili, della tecnologia iperavanzata, di luci al neon ed affabili inchini regala tanto a chi desidera rifarsi gli occhi ma tiene strettamente per sé tutto il meglio (per paura, forse, che quel meraviglioso “giardino zen” che è il Giappone, venga deturpato dallo sguardo insolente e sgarbato dello straniero); così come nasconde anche alcuni segreti inconfessabili, nascosti sotto un kimono inamidato e senza piega.

“Il Giappone è accogliente, sì, ma mica troppo, non ti fa mai sentire veramente a casa ed ha troppi aspetti inquietanti […] I giapponesi sono un popolo interessante che merita di essere conosciuto oltre i soliti stereotipi”

Talvolta l’autore utilizza un linguaggio un po’ troppo, diciamo, “colorito” (ma questa è una mia osservazione del tutto personale) probabilmente per colpa dell’entusiasmo e del trasporto con il quale racconta il viaggio, certamente ricco di forti emozioni. Molto interessanti i brevi consigli proposti per visitare questo Paese (il quale di per sé non è molto a buon mercato) spendendo poco per volo/hotel/escursioni/ecc. Effettivamente, con piccoli e semplici accorgimenti, è possibile visitare la terra dei samurai senza dover fare un mutuo.

Marco Frullanti ci racconta quindi, in modo assolutamente informale ed amichevole, il suo viaggio. La sua “esplorazione” va dagli intrattenimenti ai mezzi di trasporto, dagli onsen (le terme giapponesi) ai konbini (minimarket aperti a qualunque ora), dalla cucina alla sperimentazione dell’estrema cortesia ed efficienza di “Nippolandia” (come lo definisce lui da buon amante di manga, anime, otaku e videogiochi).

Con fare sarcastico e disincantato, il “Bill Bryson nostrano” fa confronti (Osaka vs Tokyo), testa la tecnologia nipponica (come dimenticare i WC futuristici giapponesi?) e si lascia incuriosire dalle mille attrazioni, dagli sguardi, dai gusti. Il tutto è, ovviamente, narrato dal punto di vista maschile. Sarebbe interessante riscrivere lo stesso diario da un punto di vista femminile (chissà che un giorno la signora “Frulla” non decida di cimentarsi!).

Ironico, pungente e scherzoso, “Un Gaijin in Giappone” è una lettura piuttosto divertente, adatta a chi desidera vivere in spensieratezza, attraverso gli occhi dell’autore, un’esperienza di viaggio fuori dai soliti schemi, in un Paese che sa sempre affascinare anche i più scettici.

L'autore Jap - L'angolino di Ale

Marco Frullanti, detto “Frullo”, si occupa di gestione editoriale ed attività di marketing per la sua casa editrice Nativi Digitali, dedicata esclusivamente alla pubblicazione di opere in eBook. Appassionato di libri, videogiochi e musica ha raccontato questa sua ultima passione nel suo primo eBook: “Anni ’90 – Dagli 883 a Carmageddon” (Nativi Digitali Edizioni). Trovate qui la sua pagina Facebook e qui il suo contatto Twitter. Potete scaricare qui un estratto gratuito di “Un Gaijin in Giappone“.

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

Recensione: Felicità nuda di Maria Cristina Petrucci

Ciao a tutti! Questa sera vi parlo di un libro di una scrittrice emergente Maria Cristina Petrucci “Felicità nuda“. Già il titolo mi ha incuriosita ed ho iniziato la lettura con entusiasmo anche se… Non voglio darvi anticipazioni, leggete la recensione! Buona serata a tutti!

Titolo :  Felicità nuda

Autrice :  Maria Cristina Petrucci

Casa editrice :  Incontri Editrice

Pagine :  198

Prezzo : 12.00 €

La trama L'angolino di Ale

Tutti hanno diritto di essere felici? Anche i più sfortunati? Anche nelle disgrazie? Nelle sofferenze? Virginia, la protagonista di questo romanzo, pensa di sì. Incontra lungo il cammino personaggi positivi e negativi e cerca di trarre insegnamento da tutti loro. Considerando i problemi come ospiti inattesi cui doversi rapportare e che fanno crescere. Cercando di non perdere il sorriso. Cercando di fare del bene. Inseguendo la felicità.

La mia recensione

Tutti noi, tutti i giorni (o quasi) ci alziamo dal letto e cerchiamo di costruirci un angolo di felicità. Anche Virginia Corbelli si appresta a farlo. Sin da bambina ha sempre cercato di scoprire cosa c’è all’interno delle cose e delle persone: osservandole, tastandole, annusandole per cercare di farsi un’idea del mondo. Virginia non si è mai soffermata alle apparenze ma, con la sua voglia di scoperta, ha sempre cercato di guardare sotto la superficie. Virginia è una bambina curiosa e sarà una giovane teenager chiacchierona ed estroversa. Crescendo manterrà la sua voglia di andare oltre le apparenze, di leggere (libri, etichette dell’acqua, enciclopedie ed elenchi telefonici), di prendersi cura degli altri (amici e non). Virginia è una che ascolta e dispensa consigli di ogni genere, ma non ama raccontare di sé. Virginia si interessa di tutto il mondo, ma il mondo, a sua volta, non si cura di Virginia.

Quella voglia di scoprire il mondo, che da bambina la portava ad imparare i nomi delle piante, degli insetti e di tutto ciò che era catalogabile, da grande la porterà ad essere una donna fragile ed indifesa. Quell’ingenuità, così dolce in età adolescenziale, fa di Virginia una donna inerme, “nuda” davanti a quel mondo che la prende e la maltratta. Virginia è una donna troppo buona, si lascia abbindolare da chi non ha scrupoli. La sua estrema bontà d’animo fa sì che Virginia non si accorga del male che la circonda. È cresciuta in una famiglia amorevole che l’ha iperprotetta dalle malvagità e questo le si ritorcerà contro quando, inevitabilmente, si troverà faccia a faccia con la realtà, con persone che si prendono la libertà di farle del male gratuitamente. Virginia dovrà, quindi, aprire gli occhi e leggere dentro di sé tutta la delusione di una giovane donna, inesperta e sola. Dovrà pagare lo scotto di essersi fidata di alcune persone e arriverà al punto di essere stanca.

Ho trovato la prima parte del romanzo piacevole, ho apprezzato il coraggio e la forza di Virginia ed il suo carattere deciso ed estremamente curioso. La sua generosità era immensa e la sua sensibilità invidiabile. La seconda parte del romanzo devo dire che mi ha un po’ lasciata titubante. Virginia cambia completamente schema: diventa timorosa, ha paura di tutto e di tutti. È come se fino ad un momento prima avesse vissuto sotto una campana di vetro ed improvvisamente si fosse trovata in mezzo ad una strada malfamata. L’autrice crea quasi due personaggi differenti all’interno della stessa persona. Ad un certo punto verrebbe da chiedersi: “Dov’è la vecchia Virginia, quella che non si faceva intimorire da nulla, quella che amava combattere? Perché non esce allo scoperto ed inizia a lottare?”

Il personaggio di Virginia è particolare, forse troppo. È molto curiosa sì, ma a volte diventa anche irrimediabilmente pesante, con le sue mille domande, spesso inutili. Virginia da troppe cose per scontato, non si rende conto della fortuna che ha e spesso si perde in un bicchiere d’acqua. I dialoghi tra i personaggi si alternano a monologhi: ciascun personaggio parla nella propria mente ed il lettore legge i ragionamenti di ciascun personaggio. Questo fa si che la narrazione risulti altalenante: in alcuni punti è chiara e fluida mentre in altri punti risente di dialoghi sconnessi ed oscuri per chi legge. Spesso in poche righe si cambia completamente scenario e questo non facilita la lettura del romanzo. Le tematiche trattate sono attuali: la violenza, la depressione, la diversità, la necessità di aiutare gli altri per riscoprire sé stessi.

A causa di alcuni eventi, Virginia perderà la voglia di vivere, entrerà in un tunnel di depressione e sofferenza ma pian piano si renderà conto dell’importanza di fare anche dei piccoli gesti, di dire una parola, di dare un abbraccio. Piccoli gesti che non costano nulla e che danno tanto. Piccoli gesti che domani potremmo non avere più l’opportunità di fare.

La protagonista del romanzo dovrà intraprendere un percorso difficile e tortuoso per riappropriarsi della serenità necessaria per guardare al futuro. Virginia capirà che la felicità si può trovare ovunque, basta avere voglia di cercarla. A volte basterebbe avere voglia di “mettersi a nudo”, “spogliandosi” di tutto il superfluo, per rimanere “nudi” e capire che non serve nient’altro che il nostro cuore per essere felici davvero.

La felicità esiste? Esiste la felicità? Raggiungerla è possibile? Riconoscerla e poter dire: «Ecco, è questa, è questo il momento». È possibile essere felici? Arrivare a interrogarsi, cercando qualcosa che manchi, per essere più felici di quanto siamo ora e non trovare nulla? Svegliarsi una mattina e poter dire «Non voglio niente di più. Marmellata di ciliegie e Cabernet Franc». È possibile? Ma in fondo, perché no?”

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservataAlessandra - L'angolino di Ale (black)

L’angolino degli emergenti #9

Ciao a tutti! Eccoci con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori emergenti. Oggi è il turno di Fabio Casto, un giovane autore che ha già collaborato con diversi progetti editoriali. Il suo ultimo libro, uscito recentemente, si intitola “Bruciate lentamente” ed è un mix di generi (sci-fi , avventura e humor). Si tratta di un romanzo autoprodotto che tratta delle ossessioni di un antieroe convinto che il mondo per come lo si conosce sia prossimo al capolinea e cerca una via di fuga, tra peripezie in Nepal alla ricerca di elementi per la costruzione di una navicella che possa portarlo in salvo.

Titolo :  Bruciate lentamente

Autore :  Fabio Casto

Editore :  Selfpublished

Pagine :  308

Prezzo :   2.95 € (eBook) 15.96 € (cartaceo)

In vendita su Amazona 2.09€ (eBook)

 

La trama

Pac è un diserbante dell’economia, un promotore finanziario che viene inviato presso quelle realtà microeconomiche apparentemente innocue ma considerate potenzialmente ostili agli interessi del mercato globale, col compito di estirparle proponendo ogni sorta di truffa capace di soffocarle dai debiti o assoggettarne il controllo.
Pac è anche estremamente convinto che il mondo per come lo si conosce stia per collassare, che si sia prossimi a un’inevitabile apocalisse. Fonte di tale convinzione sono i numerosi segni della fine dei tempi che lui interpreta come inequivocabili e che lo spingono ad accelerare il suo piano di fuga, ossia la costruzione di quello che negli antichi testi indiani era chiamato vimana, una navicella spaziale. A questo scopo si affida a Samuel, un oscuro personaggio che gli procura dispositivi e attrezzature aerospaziali di contrabbando e del quale non conosce nulla, se non un recapito telefonico.
Ma quando questo lo contatta dicendogli di esser stato rapito da ribelli maoisti in un monte in Nepal, Pac si vede costretto a tornare là dove ha da poco concluso un’operazione, a incasinare i suoi piani, a stringere una sincera amicizia con uno yak e a subire i deliri di un’autoproclamata divinità reincarnata. Mentre la fine dei tempi si avvicina e Oscar continua a vivere in una grotta.

♦♦♦

Per maggiori informazioni potete visitare anche la pagina Facebook dedicata al romanzo.

Che ve ne pare? La trama vi attira? Io devo dire che rimango sempre affascinata da tutto ciò che è Nepal ed antiche divinità. Vi farò sapere se riuscirò a leggerlo. A presto e buon sabato a tutti!

Recensione: Luce opaca di Patrick Poini

Buon pomeriggio amici! Oggi vi parlo di un libro, molto breve ma altrettanto particolare, di un giovane autore: Patrick Poini.

Titolo :  Luce opaca

Autore :  Patrick Poini

Casa editrice :  Giovane Holden Edizioni

Pagine :  72

Prezzo :  13.00 €

(lo trovate anche su Amazon)

La trama 1

Un ragazzo affetto da narcolessia passa le giornate rinchiuso nella sua camera-cassonetto, circondato da vestiti sporchi, plettri consunti, resti di pasti e bocconi di pensieri avariati. Rigorosamente al buio. Finché nella sua vita appare Luce, nomen-omen, ragazza del piano di sopra che ascolta da tempo ammaliata le note della sua chitarra e decide di svegliare Corrado da quella sorta di letargo. Ma entrambi i ragazzi sono universi complessi e insondabili, deserti di passate sofferenze che tardano a fiorire.

La mia recensione

Non è semplice essere dei ragazzi al giorno d’oggi. In realtà credo non lo sia mai stato ma, probabilmente, ai giorni nostri, le mille possibilità ed i mille stimoli provenienti dal mondo esterno possono influenzare notevolmente il processo di crescita di una persona. Se poi ci si mette anche un po’ di sfortuna, allora il tutto si complica ulteriormente. Corrado è un ragazzo come tanti, svogliato e fannullone, è affetto da narcolessia e questo non fa altro che peggiorare le cose. Non si alza quasi mai dal letto e la sua camera è diventata un bazar di oggetti ed immondizia di ogni genere. La madre non sa come prenderlo e cerca di lasciarlo nel suo habitat.

Tutto mi fa schifo, odio tutte le persone, l’unica cosa utile partorita dalla mente umana è il letto, vorrei soltanto dormire e non svegliarmi mai…”

Corrado, trasferitosi da poco in una nuova città, è pressoché indifferente a tutto ciò che accade attorno a lui. Non studia, spesso salta la scuola, non ha amici e con la madre sa tenere solo un atteggiamento scontroso e maleducato. Dal canto suo la madre non agisce in alcun modo per migliorare questa situazione e subisce passivamente gli umori del figlio. Luce, la ragazza del piano di sopra, anche lei afflitta da mille problemi, cerca la compagnia del ragazzo e con il suo temperamento disinvolto entra miracolosamente nelle simpatie di Corrado. I due iniziano a frequentarsi ed a scambiarsi pareri e consigli sulle rispettive situazioni famigliari. Tutto il racconto è ambientato nel palazzo e quelle piccole stanzette maleodoranti e piene di chincaglierie rendono il libro abbastanza claustrofobico. Questo senso di oppressione che si respira tra le pagine rappresenta esattamente lo stato d’animo dei personaggi: angosciati e tormentati. Come se non bastasse, Corrado e Luce iniziano a bere alcolici e a fumare senza limiti. L’unico elemento che dona qualche emozione positiva è la musica, ma purtroppo anche quest’ultima non riuscirà a far uscire Corrado dal proprio guscio. La situazione è statica: è come se questo male di vivere non riesca ad uscire; è come una chitarra scordata dalla quale emergono suoni non del tutto definiti. I due ragazzi hanno difficoltà a farsi capire dal mondo e si sentono “diversi” ed inadatti. Tutto ciò crea depressione ed un senso di inquietudine e malinconia che regna sovrano.  Leggendo questo libro ho provato un forte senso di rabbia. Ho odiato il menefreghismo dei genitori di Corrado e Luce. Questi genitori, come tanti altri purtroppo, risultavano troppo occupati per rendersi conto dei problemi dei figli. Dall’altra parte i due ragazzi risultano irrispettosi ed assolutamente maleducati. Genitori e figli sembrano vivere su due pianeti diversi, quando in realtà i primi dovrebbero avere lo specifico compito di dare affetto e sostegno costante ai propri figli; e al contrario i ragazzi dovrebbero dare il meglio di sé a scuola, crearsi delle amicizie e portare rispetto nei confronti di chi li ha messi al mondo. In questo libro accade esattamente il contrario.

In queste poche pagine l’autore lancia un messaggio importante che è quello di cercare sempre uno spiraglio di luce, seppur sbiadita, per far entrare luce in quella camera buia e far entrare aria nuova nella propria vita. Un abbraccio, l’amore, l’affetto: questa è l’unica via di salvezza. L’intento dello scrittore è quello di scuotere gli animi dei lettori, per mettere in luce un problema assai diffuso che è quello del disagio giovanile. Non c’è un vero e proprio finale in questo libro e penso che sia un’azione voluta proprio per dare il senso di speranza, esattamente una finestra aperta per far entrare luce.