Recensione – Anteprima: Lascia che sia felice di Hannah Beckerman

Cari amici, oggi parliamo di un romanzo del quale vi avevo già accennato qui in un’anteprima. Ho avuto l’onore di leggere questo libro in esclusiva ed ho il piacere di presentavi la mia recensione. Si tratta di un libro davvero molto bello: “Lascia che sia felice” di Hannah Beckerman edito da Sperling&Kupfer. Il libro sarà disponibile in tutte le librerie a partire dal 17 giugno.

Non lasciatevelo sfuggire. Buona prima “visione”!

Titolo  Lascia che sia felice
Autrice :  Hannah Beckerman
Casa Editrice :  Sperling&Kupfer
Pagine :   372
Prezzo :  16.90 € cartaceo
Trama :  Si dice che se ami qualcuno devi lasciarlo andare. Ma perché Rachel dovrebbe abbandonare un marito perfetto e una figlia adorabile? Sembra una follia, eppure è così che ha voluto il destino: e il cuore di Rachel ha smesso di battere. Tuttavia, sospesa tra questo mondo e l’aldilà, Rachel continua a vegliare sui suoi cari e prova ancora sentimenti. Fino a rodersi di gelosia quando suo marito Max, convinto a fatica dagli amici, inizia a frequentare un’altra donna. Per lui potrebbe essere un nuovo inizio: come può Rachel opporsi, se davvero vuole il suo bene? Dopotutto, amare qualcuno è anche accettare che sia felice senza di te.
La mia recensione
A tutti noi capita, prima o poi, di fantasticare sulla propria morte. Anche se abbiamo (o pensiamo di avere) una salute di ferro. Ma cosa accadrebbe se un giorno ci risvegliassimo lassù ed avessimo la possibilità di vedere come prosegue la vita dei nostri cari quaggiù, senza di noi? È proprio quello che succede a Rachel, la protagonista e voce narrante di questo romanzo d’esordio di Hannah Beckerman, produttrice di cinema e tv. Rachel si ritrova in una nebbia bianca e fredda che talvolta si dirada, lasciando intravedere quello che succede ai suoi cari, prematuramente lasciati per via di una malformazione al cuore che l’ha improvvisamente tradita, portandola via per sempre da suo marito Max e dalla piccola Ellie.

 

Rachel, pur non essendo più in vita, soffre. Soffre per il non poter riabbracciare sua figlia e per non poter sussurrare parole di conforto al marito e alla madre. Si rende conto di essere assolutamente impotente. È solo una spettatrice e non può fare nulla per impedire che gli eventi accadano.
L’andamento dei capitoli segue il corso della rielaborazione del lutto (da parte di Rachel e dei suoi famigliari ancora in vita). Inizialmente c’è lo “Choc” di ritrovarsi, per Rachel, in una dimensione ultraterrena e di smarrimento completo per Max ed Ellie. L’autrice è stata molto brava a descrivere il flusso emotivo di una bimba di 6 anni che, improvvisamente, si ritrova senza la mamma.
“Significa che la mamma non tornerà mai più a casa? Mai più? Nemmeno se mi lavo i denti ogni sera e ogni mattina, se vado a letto presto e tengo la mia stanza molto, molto in ordine?
Si passa poi alla “Negazione” ovvero al rifiuto di quell’evento negativo. Max, ma soprattutto Ellie, cercano disperatamente di difendersi attivando quel meccanismo per il quale si tende ad allontanare dalla propria mente quel momento che ha cambiato per sempre il corso delle loro vite. Non appena realizzeranno la perdita, quel sentimento diventerà “Rabbia“. Rachel dal suo mondo nebuloso vedrà che, seppur faticosamente, la vita dei suoi cari va avanti anche in sua assenza.
“Per la prima volta da quando sono morta capisco che c’è ben di peggio che essere imprigionata qui, con la sola compagnia di me stessa. È guardare il mondo che continua senza di me, e constatare che non ne faccio più parte”
Emerge, dalle parole di Rachel, quella sensazione che ti spinge a credere che tutto ciò che è stato fatto in vita sia stato insignificante, inutile. Anche in quell’altra dimensione, senza un corpo e senza aria nei polmoni, Rachel prova paura, rabbia, si sente inadeguata e, sebbene la sua esperienza di poter controllare il “mondo di sotto” sia un privilegio, preferirebbe cancellare tutto e tornare a riposare in quella nebbia fitta che la circonda e che, diradandosi, le permette di “spiare” quel mondo che ormai non le appartiene più.
Ma la vita va avanti ed è necessario provare a reagire, cercando quelle risposte che sembrano non avere più senso ormai. Si inizia a negoziare con sé stessi, cercando una soluzione, una via d’uscita da questo tunnel infinito (“Contrattazione“). Max cerca di frequentare nuove persone ma è afflitto da sentimenti contrastanti.
“Nonostante i progetti che pensiamo di poter concretizzare, alla fine ci ritroviamo sempre a vivere una vita diversa da quella che avevamo immaginato”
E così i giorni ed i mesi passano, i Natali passano, così come i compleanni, le feste di fine anno di Ellie e si entra in uno stato di “Depressione” nel quale i pensieri razionali si fondono con l’irrazionale. Rachel vorrebbe fare qualcosa per la sua bimba, per suo marito, sua mamma e tutti gli amici che ha lasciato, ma non è possibile. Può osservare ma non può intervenire. Questa legge la tortura ogni volta e la riempie di malinconia. La piccola Ellie è fragile e la sua dolcezza si trasforma in tristezza e pianto.

 

A questa fase, forse la più lunga e difficile, segue quella della “Sperimentazione” nella quale si cerca di trovare il lato positivo nel “nuovo” ed infine la fase di “Accettazione“, dove ci si riavvicina alla propria quotidianità, tentando di lasciar andare la nostalgia verso il passato. Solo in questa fase Max ed Ellie inizieranno a guardare avanti, tornando a vivere e trovando le forze per iniziare nuovi progetti. Per riaccendere l’entusiasmo nella vita bisogna essere pronti a voltare pagina, senza rimpianti ma solo con tanti ricordi.

 

Lascia che sia felice” è un romanzo profondamente struggente, che parla dell’amore di una madre verso la propria figlia che non potrà mai più riabbracciare e di una moglie che dovrà lasciar andare tutti i sogni di una vita tanto desiderata. Spesso durante la lettura mi sono chiesta: «Ed io? Come reagirei se accadesse a me?». Il poter vedere cosa succede nel mondo dei vivi mentre tu sei ormai altrove è un privilegio, certo, ma è anche e soprattutto una tortura. Una mescolanza di sentimenti fanno sì che il lettore si immedesimi nella protagonista, Rachel. La gelosia e l’invidia, per coloro che ora invadono quelli che una volta erano i nostri spazi, è umana e forse inevitabile. Ma subentra poi quella forza che ti induce a pensare cosa sia meglio per gli altri,  per le persone che amiamo, accantonando i nostri bisogni, ormai superflui.

 

Quando la vita ti gioca un brutto scherzo e ti sfugge, in un soffio, rubandoti quel futuro che credevi fosse saldamente stretto tra le tue mani, non puoi far altro che lasciar andare, dolorosamente, il tempo verso la sua meta. Lasciare che le cose accadano, semplicemente.

 

Questo romanzo, posato, riflessivo, è ciò che serve per imparare ad assaporare maggiormente tutte le cose, persone, luoghi prima che tutto ci sfugga di mano. Prima che si chiuda il cerchio. Prima che sia troppo tardi.
Ho capito che il mio più grande lascito al mondo è l’amore e non c’è eredità più duratura
 © L’angolino di Ale – Riproduzione riservata
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Recensione: Si lasciano tutti di Simone Laudiero

Ciao a tutti amici ed amiche! Oggi parliamo di un romanzo davvero carino, fresco fresco di stampa! Dal titolo immediato ed ironico potete capire subito la materia trattata: la fine di un rapporto. Tutti, prima o poi, lasciamo o veniamo lasciati da qualcuno (marito/moglie, fidanzato/a, amico, ecc.). Come reagiamo a questo distacco? Roberto, il protagonista del romanzo di Simone Laudiero, è uno che non demorde. Buona lettura a tutti!

Titolo :  Si lasciano tutti

Autore :  Simone Laudiero

Editore :  Sperling & Kupfer

Pagine :   310

Prezzo :   14.90 €  (su Amazon: 12.67€ cartaceo)

Trama :

Roberto è un trentenne con un imprecisato lavoro di segreteria e la faccia di chi si è appena lasciato con la ragazza. Eppure lui e Sandra sono ancora insieme. Va bene, non sarà un amore travolgente, ma può funzionare e Roberto è pronto al grande passo: trasferirsi da lei. Prima o poi però tutti si lasciano, e allora anche i nonni ottantenni di Sandra annunciano il divorzio. Peccato che la casa in cui Sandra e Roberto pensano di convivere appartenga alla nonna e che lei, tornata single, abbia deciso di sfrattare la nipote. Tutti i progetti della coppia rischiano di andare in fumo da un momento all’altro, ma Roberto non ha intenzione di stare a guardare. Starà a lui cercare di capire, in questo mondo di coppie al capolinea, cosa desidera davvero e chi vorrà al proprio fianco in futuro.

La mia recensione

Nella vita capita a tutti, prima o poi, di lasciare o essere lasciati. La cosa importante è reagire a questo stato di abbandono. C’è chi si dispera, chi si lancia immediatamente in nuove storie per dimenticare il passato e c’è chi, come Roberto, il protagonista del romanzo, cerca di domandarsi continuamente il “perché”. Roberto è uno che non si da per vinto, è un ragazzo curioso, uno che non si accontenta delle affermazioni ma che desidera andare a fondo nelle cose. Ha sviluppato questa predisposizione sin da adolescente, quando le ragazze trovavano le solite scuse per lasciarlo. La sua domanda era sempre la stessa: “Perché mi stai lasciando?“. Non ottenendo risposte soddisfacenti da nessuna, Roberto è cresciuto con molti dubbi.

Il romanzo si articola su due fronti: il presente ed il passato. Il passato è fatto di tante Nadia Lomastro, di tante Sonia Parisio, di svariate Francesche e Lorenze, intervallate da qualche serpe di passaggio. Il presente invece è solo Sandra. Lei è quella che ancora non si è stancata e staccata da quel Roberto che ancora trema al solo pensiero dell’abbandono, tanto dal diventare grigio in viso immaginando la fine della sua attuale storia. Sandra è colei che dovrà insegnare a Roberto il valore di un vero legame e l’abilità di saper continuare ad amare nonostante le inevitabili incomprensioni.

Arriva un momento della vita nel quale, guardandoti attorno, vedi solo coppie che si lasciano, che si sfaldano, dietro adSi lasciano tutti una valanga di difficoltà e di amarezze. In quel momento è naturale chiedersi : “Allora è vero che tutti gli amori finiscono male?“. Roberto non sarà da meno. Tutti intorno a lui si lasciano: gli amici, i conoscenti, i nonni di Sandra; tutti per mille motivi diversi e con obiettivi diversi. I nonni di Sandra, ad esempio, hanno deciso per un divorzio tardivo (ad 80 anni suonati) per via di una “divergenza d’opinioni”.

Roberto si trova alle prese con il diventare “adulto” con tutto ciò che ne consegue, come il prendersi le proprie responsabilità, superare le difficoltà (sia economiche che mentali) che un giovane come lui deve affrontare ed infine capire che, a volte, le cose succedono senza un vero perché. L’innamoramento, ad esempio, così come una rottura di un legame, è spesso qualcosa di inspiegabile. Nessuno sa bene come funzioni. Succede e basta.  Roberto è un bravo ragazzo, anche se un po’ tontolone e spesso infantile. Si impegna per piacere a Sandra e alla gente, ma non sempre ci riesce. Questo suo essere il “Paperino” dei giorni nostri lo rende umano e questo crea subito empatia nel lettore.

L’autore tratta (direttamente ed indirettamente) temi attualissimi, come la difficoltà economica di due giovani nel riuscire ad affittare una casa. Il riuscire a trovare un nido per costruire qualcosa di importante è il cruccio di molti trentenni come Roberto. Il terrazzino della casa di Sandra diventa quasi l’emblema di un sogno sul quale è necessario lavorare tanto per poterlo raggiungere. È una vera (è proprio il caso di dirlo) “scalata” verso la conquista di quel terrazzino, piccolo ma così accogliente.

Si lasciano tutti” è un  libro riflessivo e, tutto sommato, anche divertente. Lo stile immediato dell’autore è contraddistinto da poche descrizioni e tanti dialoghi, questo fa sì che la lettura scorra velocemente. Il lettore non può non immedesimarsi. Chi di noi non ha mai sofferto per un abbandono? Chi non ha mai subito il trauma di una perdita o il desiderio di evasione da una storia ormai esausta?

Simone Laudiero, attraverso il suo stile affabile ed estroverso (tipico dei veri napoletani come Roberto e come l’autore stesso), ci ricorda che non esiste un libretto di istruzioni (o foglio illustrativo o “bugiardino”) per far funzionare una storia d’amore, ma spesso è sufficiente essere sinceri con sé stessi e con gli altri per imparare a capirsi e diventare davvero speciali ed irrinunciabili per l’altra persona. La svolta, il cambiamento non è solo il “lasciare” l’altro ma, soprattutto, imparare ad abbandonare vecchi schemi dentro sé stessi.

Vi lascio con il booktrailer del romanzo di Simone Laudiero e vi ricordo che potete scaricare gratuitamente qui il primo capitolo del romanzo.

Potete seguire il BlogTour legato a questo romanzo sul sito Sperling&Kupfer.

Vi consiglio di leggere la recensione di Angela sul blog Insaziabili Letture : tappa finale di questo BlogTour dedicato a Simone Laudiero.

Buona lettura e buon BlogTour!

© L’angolino di Ale – Riproduzione riservata

Basta una risata #2. “L’insostenibile leggerezza della mucca innamorata” di David Safier

“L’insostenibile leggerezza della mucca innamorata”

David Safier
– Sperling & Kupfer –

(acquistabile su Amazon: 16.07 € rilegato / 9.99€ formato Kindle)

Dalla serie per rallegrare la giornata 😀 “Basta una risata” 😀 eccoci con una nuova puntata della rubrichetta più simpatica del web (dite di sì, fatemi contenta dai!) dedicata a tutti quei libri che ci fanno ridere e sorridere.

Oggi voglio presentarvi un libro molto carino uscito un paio di settimane fa pubblicato da Sperling & Kupfer: si tratta de “L’insostenibile leggerezza della mucca innamorata” di David Safier.

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Basta una risata #1

Dalla serie per rallegrare la giornata 😀 “Basta una risata” 😀 ecco a voi una nuova rubrichetta! Dedicata a tutti quei libri che ci fanno ridere e sorridere. Già perché ultimamente ne abbiamo così bisogno tutti quanti che ogni tanto è bene ricordarselo : “La risata è il miglior disinfettante del fegato” (Malcolm de Chazal)

E allora do ufficialmente il via alle risate!

“Cinquanta smagliature di Gina” – R. Calabrò (Sperling&Kupfer)

Partiamo subito con un libro simpaticissimo! Si tratta di Cinquanta smagliature di Gina” di Rossella Calabrò (Sperling&Kupfer)

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