La stirpe di Agortos di Elisabeth Gravestone

Editore:  R.E.I.

Anno di Pubblicazione:  2012

La trama - L'angolino di Ale

Nell’incontaminata terra dell’Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda. Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento”.

La mia recensione - L'angolino di Ale

Scrivere un buon libro fantasy sembra facile, ma sicuramente non lo è.  Per questo faccio da subito i miei complimenti all’autrice per aver saputo creare una storia ricca di intrigo e suspance.

Già dalle prime righe il lettore entra in contatto con un nuovo mondo. Ci troviamo a Egucron una terra nella quale ciascun elemento della natura racchiude dei poteri. Le protagoniste Anika e Airen sono due sorelle che si trovano a dover svelare il significato di alcune formule ritrovate nel manoscritto lasciato in “eredità” dal loro padre, Agortos. Quest’ultimo attraverso il proprio ingegno e sensibilità ha promesso di studiare e svelare il misticismo di quelle terre antiche da sempre luogo in cui la Natura regna incontrastata. Qui tutto è magico: le pietre, le rocce, i fiori, gli arbusti.  Tutto è intatto da millenni e così deve rimanere per sempre. È questo il patto che Agortos ha stretto con la Natura. Il destino di ciascuna sorella sembra essere scritto: entrambe dovranno percorrere una strada, ricca di ostacoli e difficoltà, per giungere alla meta. Anika attraverso i suoi studi e alcuni sogni premonitori cercherà di evitare che un’ampolla contenente una velenosa pozione finisca nelle mani di malvagi personaggi. Dall’altro lato, la sorella Airen dovrà vedersela con il perfido padrone Sideris.

Entrambe dovranno affrontare insieme un evento drammatico, la morte della madre. Nonostante il forte e lacerante dolore dovuto a questo evento entrambe riusciranno con coraggio e determinazione a compiere il loro destino. Lungo il cammino incontreranno ogni genere di ostacolo e di creatura (come degli esseri equini misteriosi e sconosciuti). Ma saranno sempre e comunque gli umani a creare i problemi più grossi, come sempre spinti dal desiderio di conquista ed avidi di denaro e potere.  A perdifiato si percorrono sentieri nascosti. È una lotta contro il tempo, e il lettore partecipa attivamente con le due sorelle per salvare il bosco e la memoria dei loro saggi genitori.
Si passa dalla sepoltura della madre, al ritrovamento di pergamene affisse sulle porte delle case del villaggio. Le due sorelle realizzano che sta succedendo qualcosa di brutto e il tempo è poco. Nel frattempo alcuni sogni premonitori e visioni continue affaticano una delle sorelle. Questa maledizione pesa come un macigno, ma entrambe sanno di avere una grandissima responsabilità che grava su di loro e dovranno lottare fino alla fine per riportare l’equilibrio tra gli elementi. Ciascun tassello dovrà tornare al proprio posto per tenere alto il nome di Agortos. Vendetta, odio, tradimenti sono tanti i sentimenti negativi da combattere.

Elisabeth Gravestone ha saputo descrivere minuziosamente questa terra di mezzo tra esseri fantastici e uomini “reali”. Tutto è avvolto da un alone di mistero. Tutto è reso affascinante, intrigante. Lo stile ti trascina nella storia e il libro scorre velocemente di pagina in pagina. Nel corso della lettura ho desiderato tenere in mano l’antico manoscritto di Agortos o custodire tra le mani quella preziosa pietra attraverso la quale era possibile far rivivere dei sentimenti o ricordare una persona cara.

Uno dei temi principali del libro è la natura. È lei la protagonista indiscussa, ma non è rappresentata come un’“entità a sé”,  al contrario interagisce e aiuta i protagonisti nella loro missione. Da una recente intervista l’autrice, infatti, afferma di trarre ispirazione da lunghe passeggiate in mezzo alla natura. Il silenzio e la pace che possono scaturire dal contatto con la natura possono certamente giovare ad una mente fervida come quella dell’autrice. In questo testo è splendido il modo in cui vengono descritti gli “stati d’animo” della Natura e dei suoi elementi. Spesso nel mondo reale ci dimentichiamo che anche un fiore o un albero hanno vita e non sono oggetti inanimati. Altri temi trattati sono la fedeltà, l’amore e l’odio; oltre alla infinita lotta tra Bene e Male.

Personalmente ho sempre trovato utili i libri fantasy per “allenare” l’immaginazione ed è un esercizio utile a tutti. Per chi volesse tenersi in allenamento questo è un buon libro dal quale iniziare in quanto è originale  e ricco di colpi di scena e di intrecci elaborati che tengono vivo l’interesse del lettore per tutta la durata del racconto.

Ottimo anche il messaggio che si desidera tramandare connesso al profondo rispetto che è necessario portare alla natura, in tutte le sue forme. Ed anche il messaggio per il quale l’uomo è nemico di sé stesso: affermazione vera e sulla quale è necessario riflettere.

Gli elementi del romanzo sono talmente ben intrecciati e i dialoghi ben strutturati che è un peccato che il libro sia così breve. Ma ci consola il fatto che la scrittrice sia già all’opera per creare nuovi mondi, e aspettiamo con ansia il secondo capitolo di questa saga fantastica.

Questa mia recensione è stata pubblicata su Pensieri d’inchiostro
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Un pensiero su “La stirpe di Agortos di Elisabeth Gravestone

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